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proda — puleggia. 379


quirlo, e suffragherebbe la derivazione dello Schneller. Prillo poi sarebbe una metatesi di pirlo, e march. brillare di pirlare; ed a questo ceppo il Caix riduce anche priroletta, giro fatto in tondo colla persona, mediante un pirletta, benchè questo possa anche essere riproduzione e modificazione di fr. pirouette d’ug. sig. Deriv: prillare.

Proda, sponda, ripa, orlo od estremità d’alcuna cosa (Dante, Buti, Boccaccio). Secondo il Diez il vocab. it. in questo senso è d’orig. ger., ed ha per base aat. proth prort, brort, orlo, margine d’una cosa, labbro, corona. L’ags. è brerd, briord, breard, labbro, spiaggia, brord, stimolo, punta, anrd. broddr, saetta, prima ed ultima parte d’una cosa. Si rannodano qui: vb. prortôn, brorten, brortian, brortôn, pitturare, listare, ags. bryrden, compungere, stimolare, anrd. brydda, aguzzare, agg. bryddr, munito di stimoli. L’aat. prort valeva anche “prora” o parte anteriore della nave”; ma il Diez crede che it. proda, prua in questo senso proceda da lat. prora, gr. πρώρα, da cui anche sp. port. prov. proua e fr. proue. Si può peraltro muovere un’obbiezione. Se si ammette che aat. prort, prora sia originariamente la stessa parola che prort, orlo, margine, perchè l’it. proda in senso di “sponda” ripa, orlo” non potrebbe essere identico a proda in signif. di “prora”? e il primo de’ due concetti non potrebbe essere una specializzazione svoltasi dal secondo precisamente come nel campo ger.? In questo caso è chiaro che per il proda “ripa, orlo” non ci sarebbe bisogno di pensare ad un etim ger., ma basterebbe il l. prora, come per proda, parte anteriore della nave. Questo dico nell’ipotesi dell’unità primitiva di aat. prortVorderschiff”, e di aat. prortRand”: in caso diverso l’obbiezione perde il suo valore.

Puleggia, sorta di girella da taglie e da carrucole (Baldinucci). Gli corrispondono: afr. e fr. poulie d’ug. sig., da cui provennero sp. polea, port. polé, ing. pulley. Il ginev. presenta la forma polie. Il bl. ci offre polea o polegia in