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376 ponga.


è una prova di più per l’orig. ger., giacchè in quel campo s’aveva polstar e bolstar; e del resto è noto che non sono rari i casi di parole che in it. presentano queste due iniz. appunto perchè l’avevano anche nel germ., dove al b del basso ted. l’alto tedesco sostituisce il p (ad es. balco-palco; balla-palla; banco-panca; bicchiere-pecchero ecc.). Infine lo Scheler osserva che il doppio sonso di it. poltrire “abbandonarsi al sonno” e “alla pigrizia” milita anch’esso a favore di aat. polstar; al quale proposito allega l’espressione ted Bärenhäuter che vale letteralmente “dalla pelle dell’orso”, e designa scherzosamente e spregiativamente “il guerriero che in luogo di combattere resta oziosamente avvolto in una pelle d’orso”. Quindi l’etim. ger. in questo caso, tenuto specialmente conto delle voci dialettali suaccennate, è probabilissima. Deriv.: poltron-a-cione-ggiare; poltrire; spoltrire; spoltronirsi.

Ponga, gozzo degli uccelli; esca. È voce di parecchi dial. ital.: venez. e nap. nel primo senso; piacent. e lomb. nel secondo. Il Diez trasse il ponga del ven. e nap. dal got. puggs, “borsa”, il quale ultimo signif. si riscontra tuttavia nel valac. punge. Il trapasso logico dal senso di “borsa” a quello di “gozzo d’uccello” è spontaneo, e ne abbiamo un esempio analogo, benchè inverso, nella parola maghetto (V. Magone). A got. puggs pugg sono paralleli: aat. pfung fung, ags. pung, anrd. pûngr, sv. dan. pung, borsa, bt. pung, punge, pungel, borsa, piccol sacco, pacchettino, vb. pungen pungeln, impacchettare (Bremisch Wörterb., 3, 377; Dähnert, Plattdeutsches Wörterb. 364; Hennig, Preussisches Wörterb. 197). La gran diffusione di questo vocab. nel campo ger. non lascia evidentemente alcun dubbio sull’orig. ger. immediata del nome dial. ital., e delle forme punga, puncha del bl. che vedremo più sotto; e ciò è confermato dalla priorità di tempo nel ger. rispetto agli altri campi. Difatti il got. puggs e aat. pfung è certamente anteriore al bl. punga, bisaccia, ricorrente presso