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mucciarsi — muffa. 341

esercitasse alcuna influenza su di esse, giacchè questa cominciò molto più tardi, e solo relativamente a termini marinareschi e pochi altri. Meglio è dunque supporre che derivasse dal ceppo ger. di cui è ramo anche l’ol. motsen mots, il quale ceppo, benchè non sia documentato nell’aat. e nemmeno nel mat., dovette però esistere, avendo esso dato origine a parecchi derivati nel tm., paralleli all’ol. Tali sono: tm. mütz, cortaldo, vb. mützen in vertmutzen, troncare, scorciare, svizz. mutz, scorciato. Il Diez pare anche credere che mozzo sia primitivo così in rom. come nel campo ger. Invece io credo il contrario, trattandosi qui d’un agg. verbale mozz. Deriv.: mozza-mente-mento-tore-tura; -etta-etto; mozzi-care-coda-concino-cone; mozzo-letto-lo-ne-orecchi.

Mucciarsi, nascondersi (dial. sicil.). Ricorre nel composto ammucciarsi. Lo Scheler sulle orme del Diez lo fa affine ad afr. mucer, pic. mucher, vall. muchî, fr. musser d’ug. sig.; e lo trae da mat. sich muzen, ritirarsi nell’oscurità. Il ritrovarsi un tal vb. solo nel dial. sicil., esclusi gli altri italiani, fa supporre che sia stato importato colà dai Normanni e dai Francesi nei secoli 11º, 12º o 13º, poichè è difficile pensare ad importazione immediata dalla Germania. Nel fr. poi doveva essere antichissimo, ed essere venuto coi Franchi; nonostante che non appaia documentato nell’aat. Il Grandgagnage crede che afr. mucer si rannodi alla forma mat. muchen mucken, agire nascostamente, tm. meuchlings, furtivamente.

Muffa, specie di vegetazione che nasce sui corpi dove trovasi una materia vegetabile unita a certa quantità d’acqua, e che si forma principalmente quando questa materia comincia a putrefarsi (Dante, Crescen., Sacchetti). La voce it. ha per corrispondenti: comas. e romag. moffa, port. mofo, sp. moho, muffa, musco, fr. moufette, polvere di muffa, esalazione di muffa, lor. mouffá, prov. muffir, muffare, ammuffare. È certamente d’origine germanica; nel