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LA RELATIVITÀ DEL TEMPO 69

non è stata simultanea: due avvenimenti che per M sono simultanei, non lo sono per M’.

Numerosi trattati popolari lasciano credere al lettore che l’osservatore può, dalla percezione non simultanea dei due segnali, conchiudere senz’altro nei riguardi della loro emissione non simultanea; noi mettiamo in guardia il nostro lettore contro questa conclusione troppo affrettata.


VI


INTEGRAZIONE DEI CONCETTI

SIN QUI ESPOSTI E RICAPITOLAZIONE


Abbiamo ora fatta conoscenza con le relatività del tempo e dello spazio secondo Einstein; è venuto il momento di dimostrare che non si può, in nessun caso, separarle col pensiero. Sin qui questa separazione è stata ora supposta a priori, ora tacitamente accettata dal lettore; anche la nostra esposizione presentava delle manchevolezze che a poco a poco andiamo correggendo, o quanto meno mettiamo a mano a mano in luce.

Ritorniamo a tutta prima all’importante esempio del treno in corsa (pag. 33); ricordiamo il fatto capitale di tutta la teoria della relatività, quello che presentava insormontabili difficoltà alle nostre concezioni: se al momento del suo passaggio davanti ad un osservatore, dall’ultimo vagone del treno di 300.000 chilometri, viene lanciato un segnale che sia emesso dal predellino del treno o dal suolo, un viaggiatore da una