Pagina:Istorie dello Stato di Urbino.djvu/363

140 Di Corinalto ne i Senoni.

me veramente di pietoso acquistandosi, con sempiterna gloria del suo valore invitto, & accrescimento di lode à gli suoi Descendenti. Nel medesimo tempo il Theseo, anch'egli d'animo generoso vivea, come fè chiaramente con le sue gloriose attioni palese; quando in faccia d'un sì crudele, e malitioso Tiranno (qual fù sempre in sua viva Cattabriga) seppe con stratagema sì raro tessere col subbio dell'acuto ingegno suo la sottile orditura contro di esso, & obrobrioso cacciarlo dalla Tirannide, riponendo in libertade la Patria.


Andrea Rogogolossi fù splendor di quel secolo nell'arti liberali, e nella Medicina, però che havendo egli penetrato gli ultimi arcani di quella; un nuovo Galeno era stimato nel Mondo: Onde fù chiamato dalle Città più insigni d'Italia, ove non meno che ne gli esperimenti, essercitandosi alle lettere; con incredibile fortuna, havendo augumentato le sostanze col credito, ricchissimo divenne. Indi giunto all'età senile, volle ritornare alla Patria l'Anno del Signore 1466. per godersi con l'acquistate sostanze i futuri giorni felici. Mà essendo giornalmente da varij Publici per loro Medico chiamato, con il favore de' Grandi, per una volta liberarsi dalle molestie continue, fù astretto della Pergola accettar la condotta, l'Anno 1467. ricchissimia, e populatissima Terra, solo habitata da huomini, non meno in traffichi valorosi, che in armi, & in lettere; à Corinalto solo dieci miglia distante; ove havendo in spatio di tre Anni con diligenza, e fede essercitato l'officio, volendo indi partire, hebbe da quel Publico, l'Anno 1470. una lettera patentale di ben servito, à gli suoi meriti eccelsi ripiena d'equivalenti Elogi, con quei titoli più degni, con cui s'honoravano in quel tempo gli Heroi, e quelli, che nelle virtù eccedenti erano; come hò veduto nel registro dell'original medesimo di propria mano, da Angelo Concioli, all'hora del Publico della Pergola Segretario, in un quinterno figurato, dove le principali risolutioni di detto Publico registravansi, il quale di presente si trova in Cantiano, entro le mani del Dottor Antonio Concioli, del sudetto Angelo discendente. Di questa Casa Rogogolossi fà particolar mentione Christoforo Landino nel Cant. 24 del Purgatorio di Dante, ove si ragiona di Marchese, che nel Purgatorio penava per haver troppo bevuto in vita, e dice esser stato costui della famiglia de' Rogogolossi: mà di essa non essendo hoggi memoria in Corinalto, si crede, che l'Anno 1527, nella crudelissima peste si estinguesse.


Domenico Amati essendo sempre huomo di grand'animo stato, e di incliti pensieri probabilmente si hà, che uno fosse de i congiurati co'l Theseo, per la libertà di Corinalto; dal quale il Tiranno cacciato, essendo egli ricchissimo, in tutte le sue necessità lo sovvenne, speciamente nelle

fabriche