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parte seconda 441

che ha ottenuto il Tao, anche gli altri uomini si sforzeranno d’imitarne gli esempi, per conseguire lo stesso fine; ma se invece di lui se ne fa qualcosa di soprumano, chi oserà competer con lui, o prenderlo ad esempio?

Si narra che Lao-tse quando fu per passar la barriera di confine a occidente, il gabelliere Yin-hsi, avendo conosciuto il filosofo all’aspetto non comune, gli andò incontro, e lo interrogò intorno alla scienza del Tao. Lao-tse, per maraviglia, aperta la bocca e tirata fuori la lingua, se ne stette per alquanto tempo muto: ed ecco la cagion del nome di Lao-tan,1 col quale venne appellato in appresso. Non si sa tuttavia per certo, se un tal epiteto egli già l’avesse, come vogliono altre scritture, prima che andasse al luogo della Barriera. In quanto che Lao-tse cambiò spesso nome; e nel mondo non v’è poi solamente uno, che si chiami Tan!

Alcuni libri taoisti avvertono, che agli uomini può di frequente accadere d’incontrar gravi pericoli. Conoscendo quando essi sopraggiungono, se allora a proposito si cambia nome per conformarsi al destino,2 si riesce a scansare ogni impaccio, e a vivere ancora qualche anno di più. Oggigiorno, chi è arrivato a possedere la scienza del Tao, non manca di comportarsi in questa guisa.

Lao-tse dimorò nello Stato di Ceu intorno a trecent’anni; e in tutto quel tempo, più d’una volta si


  1. Qui il carattere tan «esser duro d’orecchi, sentire a stento i suoni», sta per un altro, che ha lo stesso suono, ma significa «star con la lingua fuori»; cosicchè traducendo a parola, il passo verrebbe a dire: «tirata fuori la lingua, thu-shè, se ne stette con la lingua fuori, tan».
  2. A parola: per seguire le metamorfosi della Materia prima, Yüan-khi, vedi pag. 426 e altrove.