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438 parte seconda

Po-yang; e nacque in Khü-jén, luogo del circondario di Khu, nel reame di Thsu. La madre lo concepì in virtù d’una stella filante; e quantunque egli avesse avuta la più celeste parte dell’aerea sostanza, essendo venuto alla luce in casa i Li, ebbesi il nome Li per suo casato.

V’è chi suppone ch’egli già esistesse avanti che fossero Cielo e Terra; chi sostiene che sia pura energia vitale del Cielo, e conseguentemente appartenga alla famiglia degli Dei; chi afferma essere stato partorito dopo che la madre sua l’ebbe tenuto settantadue anni nel seno: e che poi venisse al mondo squarciandole il fianco sinistro, e già tutto canuto, per la qual cosa fu appellato Lao-tse, il «Vecchio fanciullo». Si vuole anche da alcuni, che il nome ch’egli ebbe fosse il casato della madre, non avendo questa avuto marito; altri invece tengon per certo, che ella un giorno fermatasi sotto un Susino (che in Cinese si chiama Li), quivi partorisse, e il fanciullo appena nato, come chi parla speditamente, accennando l’albero dicesse, il nome di quella pianta sarà il nome mio.

Si novella parimente che Lao-tse fosse apparso al mondo diverse volte sotto diversi nomi. Così che sotto i tre primi imperatori1 egli fu il maestro della Legge2 Yüau-cung; sotto i tre secondi imperatori si chiamò Kin-kiue-Ti-kün, ossia Sovrano signore della reggia;3


  1. Vedi pag. 295 e n. 1.
  2. Maestro della Legge, Fa-shih, è epiteto di Buddhisti. Un’opera cinese intitolata Shih-shih-Yao-lan scrive: Coloro, i quali si sono distaccati affatto da ogni cosa mondana, che vivono nella perfetta quiete della Legge buddhica, che non desiderano che l’annientamento assoluto, hanno nome di Fa-shih.
  3. Kin-kiue e Kin-mén, è uno degli epiteti del palazzo imperiale.