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Romantica Luna fra un nimbo leggero, che baci le chiome
dei pioppi arcata siccome un sopracciglio di bimbo,

il sogno di tutto un passato nella tua curva s’accampa: 84
non sorta sei da una stampa del Novelliere Illustrato?

Vedesti le case deserte di Parisina la bella
non forse? Non forse sei quella amata dal giovane Werther?

«...Mah!... Sogni di là da venire. — Il Lago s’è fatto più denso 88
di stelle — ...che pensi?... — Non penso... — Ti piacerebbe morire?

«Sì! — Pare che il cielo riveli più stelle nell’acqua e più lustri.
Inchìnati sui balaustri: sognamo così fra due cieli...

«Son come sospesa: mi libro nell’alto!... — Conosce Mazzini... 92
— E l’ami? — Che versi divini!... Fu lui a donarmi quel libro,

ricordi? che narra siccome amando senza fortuna
un tale si uccida per una: per una che aveva il mio nome».


Carlotta! Nome non fine, ma dolce! Che come l’essenze 96
risusciti le diligenze, lo scialle, le crinoline...

O amica di Nonna conosco le aiuole per ove leggesti
i casi di Jacopo mesti nel tenero libro del Foscolo.

Ti fisso nell’albo con tanta tristezza, ov’è di tuo pugno 100
la data: vent’otto di Giugno del mille ottocento cinquanta.

Stai come rapita in un cantico; lo sguardo al cielo profondo,
e l’indice al labbro, secondo l’atteggiamento romantico.