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alcuna norma, la quale benchè ignota al volgo possa servir di guida più nobile agli scrittori? Non mi par degno di chi ha fior di ragionamento l’accettar dalla plebe i significati d’una voce, senza indagarne il valore e l'essenza: esaminiamo adunque in qual modo procedeva qui l’uso, e vedremo che esso non è così cieco, come altri potrebbe credere.

Ambe le voci son dal lauino, una da frons, l’altra da folium: dissimile era presso i romani il loro significato, poichè frons era propriamente un ramuscello, od un virgulto colle foglie, e folium era la foglia sola senza ramo1. Con questa differenza esse ‘vennero introdotte da principio nella lingua italiana, come appare da que’ versi di Dante, ove dice:

» ........ O anime che giunte
» Siete a veder lo strazio disonesto
» Ch’ha le mie fronde sì da me disgiunte.»

perchè in questo luogo il poeta parla delle rotture sanguinenti fatte dalle cagne dell’inferno. negli animati virgulti di un cespuglio. Più manifestamente ancora adoperò il Boccaccio la voce


  1. *Forcellini ad voc.