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Pagina:Ferrero - Meditazioni sull'Italia, 1939.djvu/80


della nostra riluttanza ad ammirare 61


scritto nelle Tusculane: « Honos alit artes omnesque incenduntur ad studia gloria. »

Si crede che nel ’600 il Vasari potesse ammirare tante opere belle perchè c’erano quelle opere. Errore: ci furono nel ’600 tante opere belle perchè c’era Vasari che le sapeva ammirare e far ammirare.

22 Dicembre

In un paese ove nessuno sa e vuole ammirare, l’intellettuale brancola come un cieco senza bastone. Partiamo dal punto di vista che lo scrittore, rispetto all’opera che ha fatto, sia quasi come un cieco. Là dove nessuno lo incuora a camminare o tutti gli riempiono lo spirito di paurosi fantasmi, invece di rassicurarlo, lo scrittore tende a chiudersi, immobile e inquieto, in se medesimo. Perciò se alle volte questo clima selvaggio non impedisce ai grandi capolavori di fiorire, se alle volte, come successe a Dante, il paese stesso fa scrivere la Commedia per la forza incommensurabile del disgusto, inaridisce molti scrittori, che avrebbero bisogno di dolcezza per vivere, e li tuffa tutti in uno stato di perenne irrequietudine.

23 Dicembre

Una civiltà non può fiorire che là dove il pubblico e i critici ammirano. L’ammirazione è come il calore di una serra. Non si dirà che il calore si spande perchè sono nati molti fiori odorosi;