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libro primo. 31


nostro Cortegiano sia perfetto cavalier d’ogni sella; ed oltre allo aver cognizion di cavalli e di ciò che al cavalcare s’appartiene, ponga ogni studio e diligenza di passar in ogni cosa un poco più avanti che gli altri, di modo che sempre tra tutti sia per eccellente conosciuto. E come si legge d’Alcibiade, che superò tutte le nazioni appresso alle quali egli visse, e ciascuna in quello che più era suo proprio? così questo nostro avanzi gli altri, e ciascuno in quello di che più fa professione. E perchè degli Italiani è peculiar laude il cavalcar bene alla brida, il maneggiar con ragione massimamente cavalli asperi, il correr lance e ’l giostrare, sia in questo dei migliori Italiani: nel torneare, tener un passo, combattere una sbarra, sia buono tra i miglior Franzesi: nel giocare a canne, correr tori, lanciar aste e dardi, sia tra i Spagnoli eccellente. Ma sopra tutto, accompagni ogni suo movimento con un certo buon giudicio e grazia, se vuole meritar quell’universal favore che tanto s’apprezza.

XXII. Sono ancor molti altri esercizii, i quali benchè non dipendano drittamente dalle arme, pur con esse hanno molta convenienza, e tengono assai d’una strenuità virile; e tra questi parmi la caccia esser de’ principali, perchè ha una certa similitudine di guerra: ed è veramente piacer da gran signori, e conveniente ad uom di corte, e comprendesi che ancora tra gli antichi era in molta consuetudine. Conveniente è ancor saper nuotare, saltare, correre, gittar pietre, perchè, oltre alla utilità che di questo si può avere alla guerra, molte volte occorre far prova di sè in tai cose; onde s’acquista buona estimazione, massimamente nella moltitudine, con la quale bisogna purche l’uom s’accommodi. Ancor nobile esercizio e convenientissimo ad uom di corte è il gioco di palla, nel quale molto si vede la disposizion del corpo, e la prestezza e discioltura d’ogni membro, e tutto quello che quasi in ogni altro esercizio si vede. Nè di minor laude estimo il volteggiar a cavallo; il quale benché sia faticoso e difficile, fa l’uomo leggerissimo e destro più che alcun’altra cosa; ed, oltre alla utilità, se quella leggerezza è compagnata13 di buona grazia, fa, al parer mio, più bel spettacolo che alcun degli altri. Essendo adunque il nostro Cortegiano in questi eserci-