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sempre il corpo secondo il desiderio dell’anima, e che viceversa le sensazioni lo inducano a trasformare l’anima sempre in accordo con esse. La causa efficiente delle trasformazioni del corpo per mezzo dell’anima e dell’anima per mezzo del corpo, è dunque sempre soltanto Dio; la volontà dell’anima e le impressioni dei sensi non sono che le Causae occasionales per l’incessantemente rinnovata intromissione della sua onnipotenza.

Leibniz finalmente cercò di dilucidare questo problema mediante l’immagine dei due orologi, trovata prima d’ogni altro da Geulinx, i quali dovrebbero segnare lo stesso movimento28. In tre modi, dice egli, potrebbe succeder questo. In primo luogo i due orologi potrebbero, per mezzo di vibrazioni atte a collegarli uno con l’altro, esercitare un’influenza reciproca in modo che il loro movimento diventasse uguale, come aveva osservato Huygens29. In secondo luogo uno dei due orologi potrebbe esser disposto in modo da tenerlo sempre in un movimento uguale a quello dell’altro. Terzo, l’artista avrebbe potuto esser stato fin dal principio così abile, da costruire i due orologi, sebbene indipendenti uno dall’altro, con perfetta uguaglianza di movimento. Fra corpo ed anima il primo modo di collegamento è riconosciuto impossibile. Il secondo, corrispondente alla teoria occasionalistica, è indegno di Dio, che esso profana come Deus ex machina. Così non resta che il terzo, nel quale si rico-