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tazione che fece di lei, senza saper di nuocerle, uno dei nostri più acuti critici: il Borgese.

Ella apparve nelle Seduzioni dietro il velo di un nome che alla maggioranza del pubblico suonava equivoco… Saffo dal crine di viola.

E fu attorno a lei quasi un'aureola di perversità, quasi che quelle Seduzioni contenessero alcunchè di eccitante e di morboso.

Magnifiche terzine: chi leggendole non se ne sentì nelle vene e nell'anima il ritmo perfetto?

Libro perfetto come un bel frutto, maturato poco a poco con un passaggio mirabile, dalle 'Vergini Folli in cui è ancora un soffio di giovinezza un poco acerba, ma già martoriata e profonda.

Apritelo a caso: dimenticate un istante che è di una donna e di una donna che molti condannano; chi di noi, profano, non se ne sente compreso di ammirazione, e poeta, non dice «Vorrei aver scritto questo»?

È inopportuno deplorarne la sincerità: le vicende della sua vita sono così compenetrate con la sua arte, che le era e le è impossibile disgiungerle.