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misto 19. d’oro, ed uno di argento, libre 380. d’oro, e libre 20. di argento; Sicchè dunque l’oncino col contrapeso D, non trovando più divisioni verso la parte E termine dell’oro fino non restarebbe nota la mistione da 19. libre per infino ad una di argento, il che non sarebbe accaduto usandosi la misura dell’acqua versata dal vaso, come di sopra hò dimostrato.

Inoltre, sia detto con buona pace di un Uomo sì celebre, nello spazio de’ puri metalli EF si scopre un’errore [Errore considerabile]molto considerabile, poicchè le divisioni fatte dal Galileo non hanno la proporzione richiesta, essendo segnate in parti uguali, quando dovrebbono essere in parti proporzionali al peso dell’oro, e dell’argento: eccone la ragione.

Se la riferita mole di libre 400. fosse mista di 200. libre d’oro, e 200. di argento, è certo, che tuffandosi tal misto dentro l’acqua, il contrapeso D, secondo l’insegnamento dell’Autore della bilancetta, dovrebbe cascare nel mezzo del riferito spazio EF, cioè nella decima divisione; ma ciò non può essere; attesocchè libre 200. d’oro (seguitando la supposizione del medesimo Galileo)


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