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di vittorio alfieri 211


Veggio spirar ciascun l’ultimo fiato;
8 Né pianger posso, immenso tanto é il duolo.1
E una leggiadra Donna,2 d’alto sangue
Nata, (oimé) veggo del bel capo scema,
11 Giacer negletto orrido tronco esangue.
Giacer? che dico? Ahi feritade estrema!
Poco è la morte; il vil furor non langue;
Vuol ch’empio strazio anco il cadaver prema.


Sonetto XIV.

17 settembre 1792 in Ath.

Di sé parlando (che altro mai non fanno)
Osano i Galli dir: Nazïon grande.
Ove3 di ciò il perché tu lor domande,
4 Che alleghin fatti aspetteresti l’anno.4
Numerosa,5 dir debbono; e si spande,
Pur troppo inver di Libertade a danno,
Della genía lor garrula il malanno,
8 Che in bei detti avviluppa6 opre nefande.
Grande fu Roma; Atene grande, e Sparta;
Perché amplissime egregie eccelse7 cose
11 Fer, con cuor grande, e supellettil’arta:8


  1. 8. Dante (Inf., XXXIII, 49):
    Io non piangeva; sí dentro impietrai.
    De’ terribili fatti del 2 settembre ragiona l’A. anche nella Prosa seconda di questo Misogallo.
  2. 9. E una leggiadra Donna, Maria Teresa di Savoia-Carignano, infelicemente sposata nel 1767 al Duca di Lamballe, amica di Maria Antonietta e sovrintendente della Casa Reale. Fu compagna di prigionia della Regina sino al 19 agosto 1792, nel qual giorno venne internata nella Prigione della Forza. Condotta dinanzi al Tribunale, avendo mostrato fermo carattere e non avendo voluto giurare odio alla Sovrana, fu il 2 settembre fatta a pezzi, e la sua testa, confitta in una picca, venne portata in giro per la città, miserando trofeo! Non sarà inutile riferire, intorno alla uccisione della Signora di Lamballe, il son. del Carducci nel Ça Ira:
    Gemono i rivi e mormorano i venti
    Freschi a la Savoiarda alpe natia.
    Qui suon di ferro, e di furore accenti.
    Signora di Lamballe, all’Abbadia.
    E giacque, tra i capelli aurei fluenti
    Ignudo corpo iu mezzo de la via:
    E un parrucchier le membra anco tepenti
    Con sanguinose mani allarga e spia.
    Come tenera e bianca, e come fina!
    Un giglio il collo e tra mughetti pare
    Garofano la bocca piccolina.
    Su, co’ begli occhi del color del mare,
    Su, ricciutella, al Tempio! A la regina
    Il buon dí de la morte andiamo a dare.
  3. 3. Ove, se.
  4. 4. L’anno, un anno intero.
  5. 5. Numerosa, in opposizione al grande del 2° verso.
  6. 8. Avvilnppa, copre, nasconde.
  7. 10. Amplissime, che abbracciano largo spazio, egregie, lodevoli, eccelse, che miravano all’alto, e può darsi che i tre aggettivi si riferiscano rispettivamente a ciò che fecero Roma, Atene e Sparta.
  8. 11. Arta, (dal lat. arctus), stretta, scarsa; anche Dante (Inf., XIX, 42):
    Laggiú nel fondo foracchiato ed arto.