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di vittorio alfieri 149


VIII.1

Donde han mai l’ali?2 qual non visto Nume
Dei respinti al furore ali ministra3
Ad inaudito volo?
Ecco sgorgare, impetüoso fiume,
Il gran popol da destra e da sinistra,
6 Irresistibil stuolo.
Leggeri piú che ventilate piume,4
Oltre al ponte primier varcati5 in frotta
Già stanno; ivi urti, e palle, ed urla, e morti,
E morenti, e risorti:
11 Nè l’uom sa il come; ecco allentata e rotta
La catena, che in alto ratteneva
L’ultimo ponte.6 — Oh generosi, o forti,
Voi, che sovr’esso, che a stento cadeva,
D’audace slancio ascesi,
16 Prima sboccar nell’empia rocca ardiste!
Lor nomi indarno io chiesi,
Perché il debito onore a lor si acquiste.7

IX.

Ve’ scorrer già la vincitrice piena8
Entro alle piú riposte erme latébre
Del trïonfato ostello:
Già il ferro ogni empio difensor vi svena.
Già dalle eterne orribili tenébre
6 Del lor carcere fello9
Tratti sono alla pura aura serena
I prigionieri miseri innocenti.
Già già afferrato è il castellano iniquo,
Che dell’oprar suo obliquo10
11 Pagherà tosto il fio tra rei tormenti.
Preso esce già fra i cittadini, agli occhi
Del popol tutto, il condottiero antiquo;


  1. VIII. Questa strofa, la nona e la decima furon composte il 20 di luglio.
  2. 1. Donde han mai l’ali? Donde vennero sí rapidamente?
  3. 2. Ministra, verbo: somministra.
  4. 7. Dante (Purg., VIII, 28 e segg.):
    Verdi come fogliette pur mo nate
    Erano iu veste, che da verdi piume
    Percosse traean dietro e ventilate.
  5. 8. Varcati, oltrepassati.
  6. 11-13. La ruppero, sembra, Luigi Tournay, carradore del Marais, e Aubin Bonnèmere, ambedue vecchi soldati.
  7. 18. Nominandoli, s’intende, in questa canzone.
  8. IX. 1. Piena, moltitudine, calca.
  9. 6. Fello, crudele.
  10. 10. Obliquo, proditorio.