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404 nota

copia appartenne alla contessa d’Albany e da lei fu donata al Foscolo. Nella prima pagina del vol. I leggiamo infatti le parole autografe della donatrice: Louise d’Albany a Monsieur Foscolo. Nel verso della stessa pagina è applicata la lettera seguente:

A Monsieur Foscolo — aux quatre Nations.

Je vous envoys les Tragedies de Vittorio Alfieri imprimées sous sa direction. Vous en êtes digne. Garder les pour souvenir de — Louise d’Albany quí a eu le bonheur d’etre son amie pendant 25 ans.

Florence ce samedi 10 8bre 1812.

L’edizione, cosí attentamente curata dall’Autore, ha alcune caratteristiche grafiche che si distaccano dall’uso dei nostri giorni.

In luogo della dieresi sempre l’accento acuto.
qui e qua, sempre coll’accento grave sulla vocale finale.
fa (imperativo = fai), sempre senza apostrofo.
(pronome), sempre senza accento.
ché (congiunzione causale), sempre senza accento.
dei (voce del vb. dovere), sempre senza accento.
tal, qual femminile o forma elisa del maschile, sempre senza apostrofo.
(= vado) sempre coll’accento grave.
fe’ (= fece), sempre senza accento o apostrofo.
(= fede), sempre senza accento o apostrofo.

ohimè è scritto sempre senza h.

Per li, accusativo plurale del pronome di terza persona, segue generalmente questa legge: scrive gli quando il pronome precede una parola che si inizia con una vocale; scrive li quando il pronome precede una parola che si inizia con una consonante, o quando il periodo si chiude. Per esempio:

E ben amargli, e alla virtú nutrirli. —
Ma, per ritrargli al dritto...

Il Milanesi1 non ha compreso il criterio che guidava l’Alfieri e ha corretto a capriccio. A p. 99 del vol. II si legge:

il porli
A se medesmo

  1. Firenze, Le Monnier, 1855: in 2 voll.; giá citato.