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20 Africa orrenda


Diritto, nella tragica sera che preme il mondo,
     50Strali e sogni vibrando all’età rea,
Passa incontaminato tra ’l bulicame immondo,
               Non uomo, Idea.

Volano a lui dintorno dagli spazj stellati
     Corruscanti fantasmi, ignee chimere,
55Fronti di lauro cinte, petti di palma ornati,
               Falangi austere.

Ah! non hai tu, regina, cui Dante un trono eresse
     Sovra i popoli tutti, a Dio vicino,
Tu, nel cui core eterno di tutto il mondo lesse
               60Vico il destino:

Tu, santa, cui Mazzini invocava in ginocchio
     Nel freddo esilio; tu ch’a’ più begli anni
Schiacciavi, del Nizzardo sotto al fulmineo cocchio,
               Sette tiranni;

65Non hai tu, donna, or ora a turpi sgherri in braccio
     Inebbriati di poter maligno,
A chi diceati: « Pensa! » gittato in volto il ghiaccio
               Del tuo sogghigno?