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396 appendice

10 e piú non vedo e non conosco quelli che mi erano familiari,
   e mia madre e mio fratello e mio padre;
i miei cari egli disperse, l’uno a settentrione,
   l’altro a oriente e l’altro a occidente:
affinché i miei pensieri perdano ogni tranquillitá,
   e io non trovi pace nemmeno nella mia meditazione.
E quando si volgono i miei sguardi verso oriente,
   la separazione da loro mi morde nel tallone:
mi sdrucciola il piede e il mio cuore è inquieto e agitato,
   e non so decidere se vado o se ritorno.
15 Ah si, il destino infranse e laceró il mio cuore
   e lo dilanió come gli orsi e i lupi;
e sospiri con spaventi lo hanno battuto
   per furto del ladrone e saccheggio dei beni e prigionia.
Agli occhi suoi questo apparve poco, e cercó
   di annientarmi, per estinguere la mia fiamma.
E nacquero a me due figli maschi,
   figli amabili per bellezza e splendore, veramente graziosi;
e il minore lo chiamai Samuele:
   ma il destino, mio nemico e oppressore, lo rapí,
20 e lo abbatté al suo quinto anno di vita;
   e crebbe sopra di lui il mio pianto e la mia tristezza.
Il maggiore, cui diedi il nome di Isacco
   Abarbanel, — secondo la roccia da cui venni sbozzato,
secondo il nome grande in Israele, secondo il suo avo,
   secondo il figlio di Isciai, che è la luce dell’Occidente, —
quando mi fu nato, bene previdi per lui, ché abitava
   nel cuor suo la saggezza e il meglio dell’avo suo e il meglio di me.
Ma in etá di un anno, ahimè, lo rapi lungi da me
   e lo trasse via il destino, mio avversario e persecutore.
25Nel tempo che furono cacciati i figli dell’esilio di Sepharad,
   il re comandò di porre un’imboscata contro di me,
perché non potessi fuggire e trasmigrare attraverso le persecuzioni;
   e di prendere il figlio mio ordinò, — il midollo delle mie ossa, —
per attrarlo nella sua legge, nel proprio interesse.
   Ma ne avvertí le orecchie mie un uomo buono, amico mio:
inviai il bimbo con la sua nutrice, nel buio
   del cuor della notte, come se fosse cosa da me rubata,
in Portogallo. Il nome del re di quel paese era Manuele,
   il quale in addietro era stato mio persecutore.