Open source, software libero e altre libertà/Prefazione

Prefazione

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Open source, software libero e altre libertà Introduzione

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Prefazione

L’informatica ha completamente rivoluzionato tutti gli aspetti del nostro mondo con una velocità folgorante.

Cinquant’anni fa, la conquista della Luna fu resa possibile da un calcolatore di bordo imbarcato sull’Apollo 11, il cui programma, di circa sessantamila linee, aveva richiesto uno sforzo erculeo da parte di un gruppo di programmatori diretto da Elisabeth Hamilton, e che rappresentava un investimento che era alla portata solo delle agenzie statali delle superpotenze dell’epoca.

Oggi, computer il cui sistema operativo conta più di cento di milioni di linee di codice, infinitamente più veloci di quello dell’Apollo 11, e collegati a reti di comunicazione decine di migliaia di volte più rapide di allora, sono diventati talmente banali che li portiamo in tasca, o nelle nostre borsette, e li chiamiamo semplicemente “telefoni”.

Cinquant’anni fa il codice sorgente di un programma informatico era considerato un segreto industriale ed era quasi impossibile accedervi. Oggi, il progetto Software Heritage ha già raccolto il codice sorgente di sessantacinque milioni di progetti software, corrispondente a quasi quattro miliardi di files diversi, e lo rende accessibile per tutti.

Cinquant’anni fa ogni nuovo programma richiedeva un investimento considerevole, riscrivendo praticamente da zero anche le funzioni le più elementari. Oggi praticamente tutte le imprese, dalle grandi alle start-up, si concentrano solo sulle nuove [p. 8 modifica]funzionalità, riusando massicciamente librerie e componenti preesistenti, risparmiando tempo e denaro.

Questo sviluppo tecnologico lo dobbiamo a una molteplicità di fattori, ma ultimamente è diventato chiaro che uno dei fattori più importanti è veramente l’accelerazione impressionante nella produzione di nuovi programmi, che è resa possibile dal riuso massivo di componenti software preesistenti che sono sviluppati in modo collaborativo.

E il riuso di questi componenti è reso possibile dall’adozione di licenze di software libero e/o open source, che erano inusuali trent’anni fa e sono diventate la norma oggi: anche i più acerrimi oppositori sono ormai diventati contributori e difensori del software libero.

Si potrebbe pensare che quindi tutto va per il meglio, e che ci aspettano giorni radiosi. La realtà è più complessa, e ci troviamo oggi precisamente a un momento critico della storia dell’evoluzione delle tecnologie informatiche.

Senza voler necessariamente parafrasare il detto “più grossi sono e più pesantemente cadono”, ogni grande successo sufficientemente rapido porta in sé il rischio di un grande fallimento.

L’adozione massiva delle tecnologie informatiche, e l’adozione massiva del software libero e dell’open source, attirano oggi una grande massa di novizi che non sono al corrente della storia, dei meccanismi, dei valori e delle sfide che la nostra comunità ha costruito e affrontato negli ultimi decenni. E senza la conoscenza di questa storia, il rischio è grande di ripetere errori antichi, ma con conseguenze ben più gravi oggi che l’impatto di queste tecnologie è immensamente maggiore. [p. 9 modifica]

Per questo è importante mettere per iscritto e trasmettere, in modo accessibile, la storia e i valori, i successi e le sfide del software libero e open source.

Questo libro di Carlo Piana, che ha vissuto dall’interno molto di tutto questo, ha il grande merito di contribuire a questa opera necessaria di trasmissione con brio e buon umore, e ne raccomando sentitamente la piacevole lettura.


Roberto Di Cosmo
Professore di Informatica
Direttore di Software Heritage
www.dicosmo.org
Parigi, lì 7/10/2017

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a Paola e Livia, le mie involontarie cavie intellettuali