Ohimè, che uscio lo spaventoso arresto

Giovanni Battista Cotta

Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Ohimè, che uscio lo spaventoso arresto Intestazione 3 aprile 2022 100% Da definire


Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Gio. Battista Cotta


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XIV


Ohimè, che uscìo lo spaventoso arresto
     Dall’implacabil Giudice superno:
     Già veggio il nero auriga, ed il funesto
     Carro di Morte, e spalancarsi Averno.
5Già i Rei, di tromba al rauco suono e mesto
     Son strascinati al duro incendio eterno:
     Giuoco feral di quel reo Spirto è questo,
     Che fa de’ corpi lor crudo governo.
Quindi il collo, le mani, e i piedi avvinti
     10Piombano in quelle oscure chiostre orrende
     D’alta ignominia, e di squallor dipinti.
E ’l carro in giù precipitoso scende,
     E gli urta, e porta agli ultimi recinti,
     Dove penosa Eternità gli attende.