Odi (Anacreonte)/Ode XVIII

Ode XVIII

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Anacreonte - Odi (Antichità)
Traduzione dal greco di Francesco Saverio de' Rogati (1824)
Ode XVIII
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SOPRA LO STESSO SOGGETTO.


ODE XVIII.


Fabbro industre, di lucido argento
     Da te voglio un profondo bicchiero,
     Non contenga un arcano, un mistero,
     4L’ornamento che intagli di fuor.
Pria la vaga stagion del contento
     Fa’ che intorno si vegga scolpita,
     Abbia seco la rosa gradita,
     8L’alma rosa regina de’ fior.

Io non voglio, o dell’arte splendore,
     Strani riti di barbara gente,
     Ombre, o larve, che turban la mente
     12Con vicende d’avverso destin.
Ma si vegga la Diva d’Amore,
     L’alma Diva che regge Imeneo,
     Al buon figlio di Giove, Lieo
     16Ricolmare i bicchieri di vin.

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Sotto l’ombra di viti frondose,
     Che hanno i tralci di grappoli adorni,
     Spensierato senz’armi soggiorni
     20Colle Grazie di Gnido l’Arcier.
Colle Grazie ridenti vezzose
     Poi scolpisci di giovani un coro,
     Febo sol non divida con loro
     24Importuno gli scherzi, i piacer.