Odi (Anacreonte)/Ode IV

Ode IV

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Anacreonte - Odi (Antichità)
Traduzione dal greco di Francesco Saverio de' Rogati (1824)
Ode IV
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SOPRA SE STESSO.


ODE IV.


Al mirto e al tenero
     Trifoglio in grembo,
     Qui voglio assidermi,
     4Qui voglio ber.
Amor sugli omeri
     Del manto il lembo
     Raccolga, e porgami
     8Colmo il bicchier.

D’un cocchio celere
     Qual ruota mossa,
     Sen fugge rapida
     12La nostra età;
E in poca polvere
     Disciolte l’ossa,
     Ciascun degli uomini
     16Sotterra andrà.

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Che giova spargere
     D’unguento grato
     Dell’urne gelide
     20Le pietre ognor?
Co’ sacrificii
     Che val bagnato
     Il suolo rendere
     24Di buon liquor?

Figlio di Venere,
     Finch’io respiro,
     Ah tu circondami
     28Di rose il crin!
Quella poi recami,
     Per cui sospiro,
     Quella, ch’è l’arbitra
     32Del mio destin.

Pria che alle incognite
     Sedi funeste
     Tra l’ombre pallide
     36Rivolga il piè,
Voglio le torbide
     Cure moleste,
     Le fosche immagini
     40Scacciar da me.