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Necrologio: Reginald Stuart Poole

1895

N Indice:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu Rivista italiana di numismatica 1895 Necrologio: Reginald Stuart Poole Intestazione 4 aprile 2018 75% Numismatica

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della rivista Rivista italiana di numismatica 1895

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NECROLOGIE




REGINALD STUART POOLE.


Il Sig. Reginald Stuart Poole L. L. D. ultimo direttore del Gabinetto Numismatico al Museo Britannico e professore d’Archeologia al Collegio dell’Università, moriva nella sua casa in Londra venerdì mattina (22 febbraio) in seguito a una malattia, che solo da poco aveva assunto una forma grave. Non aveva ancora compiuto il sessantesimo terzo anno, essendo nato il 27 febbraio 1832. Il Sig. Poole era nipote di Lane l’autore di " Modern Egyptians „ e passò la sua prima età, dal 1842 al 1849, colla madre e collo zio al Cairo, dove naturalmente prese un grande interesse alla letteratura e alle antichità orientali e specialmente egiziane. I1 suo primo libro Horae Æegyptiacae, pieno di precoci cognizioni, ed evidentemente il frutto di multe abili ricerche, fu scritto quando egli era appena diciassettenne, e questa promessa fu pienamente mantenuta in tutta la sua carriera. Nel 1852 entrava al Museo Britannico come assistente ne! riparto delle antichità. Quando quel reparto venne scisso in varie sottodivisioni, egli fu assegnato al nuovo riparto della Numismatica, del quale divenne capo nel 1870. — Per quarant’anni prima delle sua nomina nessun catalogo numismatico era stato pubblicato, ma durante il suo regno di ventidue anni, vennero pubblicati trentacinque volumi di completi e scientifici cataloghi di monete Greche, Romane, Orientali e Anglosassoni; cosicchè, sotto il rapporto dei cataloghi, il riparto numismatico del Museo Britannico e senza rivali in Europa.

Il Sig. Poole scrisse lui stesso quattro di questi volumi, il primo pubblicato nel 1873, sulle Monete delle Colonie greche in Italia, altri due nel suo campo favorito dell’Egitto, trattando delle Monete Tolemaiche e delle locali d’Alessandria [p. 130 modifica](1892); il quarto sulla Monetazione Persiana, a cui si dedicò da ultimo, ma che forse preferì, descrivendo le monete di diverse dinastie. — Oltre a ciò egli sorvegliò e verificò scrupolosamente la compilazione e la pubblicazione di tutti gli altri cataloghi affidati ai suoi assistenti, e diresse la pubblicazione di guide alle esposizioni di scelti esemplari, che organizzò per l’interesse e per l’istruzione del pubblico.

Ne’ suoi giovani anni egli collaborò moltissimo in periodici scientifici di varie società e al Dizionario della Bibbia; ma negli ultimi scrisse poco, salvo alcuni esaurienti articoli nell’Enciclopedia Britannica, e alcuni saggi occasionali in periodici, alcuni dei quali furono ristampati nel 1882 col titolo Cities of Egypt. Invece di scrivere, tenne delle pubbliche letture, e fu in questo che raggiunse la più grande perfezione. Incominciò a Brighton a ventun’anno e già nel 1864 si faceva udire nell’Istituto Reale, non lasciando alcuna occasione di raccomandare gli studi archeologici, principalmente sull’Egitto. Era un lettore eloquente e anche affascinante e le sue lezioni contribuirono assai a diffondere l’amore all’istruzione.

Nel 1885 successe al suo primo collega Sir Charles Newton nel posto di professore d’archeologia al Collegio dell’università, dove organizzò un eccellente sistema di letture suddivise; tenendo per sé stesso il ramo orientale, e chiamando altri specialisti per gli altri rami.

Era segretario onorario della società d’esplorazione dell’Egitto, che molto aveva contribuito a fondare e a mantenere, e che fece tanto proficuo lavoro in un largo campo di ricerche. Nel 1876 fu nominato corrispondente dell’Istituto di Francia; e un pò più tardi gli venne conferito il grado onorario di L. L. D. a Cambrige. Ritirandosi dal Museo nel 1892, dopo un servizio d’oltre quarant’anni, s’accorse che la sua salute non gli permetteva più d’attendere ai suoi doveri di professore, e rassegnò la carica lo scorso anno. Le speranze di una vecchiaia di dotto riposo andarono fallite, e soccombette, non a una vera malattia, ma alla fatica e all’esaurimento. Aveva incominciato troppo presto, e aveva lavorato troppo intensamente.

(S.' James Gazette).