Myricae/La notte dei morti

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Il bacio del morto I due cugini
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LA NOTTE DEI MORTI




i


La casa è serrata; ma desta:
ne fuma alla luna il camino.
Non filano o torcono: è festa.

Scoppietta il castagno, il paiolo
5borbotta. Sul desco c’è il vino,
cui spilla il capoccio da solo.

In tanto essi pregano al lume
del fuoco: via via la corteccia
schizza arida.... Mormora il fiume

10con rotto fragore di breccia....


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ii


È forse (io non odo: non sento
che il fiume passare, portare
quel murmure al mare) d’un lento

vegliardo la tremula voce
15che intuona il rosario, e che pare
che venga da sotto una croce,

da sotto un gran peso; da lunge.
Quei poveri vecchi bisbigli
sonora una romba raggiunge

20col trillo dei figli de’ figli.


iii


Oh! i morti! Pregarono anch’essi,
la notte dei morti, per quelli
che tacciono sotto i cipressi.

Passarono.... O cupo tinnito
25di squille dagli ermi castelli!
o fiume dall’inno infinito!

Passarono.... Sopra la luna
che tacita sembra che chiami,
io vedo passare un velo, una

30breve ombra, ma bianca, di sciami.