Magna ferendo me tuba 'n oregli

Geri Giannini

Guido Zaccagnini/Amos Parducci XIII secolo Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento Magna ferendo me tuba ’n oregli Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

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III

A Si. Gui. da Pistoia
Se preferisca che la loro amicizia invecchi o sia sempre fresca.

Magna ferendo me tuba ’n oregli
d’orrato ch’ognor in te pregio regna,
lo cor mi stringe pur volendo vegli
com’eo pensando tuo conto devegna.

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e con onni argomento m’aparegli
pugnando ch’ad amico t’aggia e tegna,
in guisa ch’amistà mai non en vegli,
ma fra noi sempre fresca si contegna.
Und’ho pensato de l’acontar mostra
il dir sia pria, che ’n ciò vegliat’ho e veglio,
parendo me grand’amistanza n’esca.
E perch’ho ditto de l’amistà nostra,
responsion chero, qual ti sembra meglio,
veglia tuttor la mantegnamo, u fresca.