Lirica (Ariosto)/Sonetti/XXXII. - Come cangiati i suoi giorni...
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XXXII. - Come cangiati i suoi giorni...
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XXXII
Come cangiati i suoi giorni lieti!
Lasso! i miei giorni lieti e le tranquille
notti che i sonni giá mi fêr soavi,
quando né amor né sorte m’eran gravi,
4né mi cadean da li occhi ardenti stille;
come, perch’io continuo da le squille
all’alba il seno lacrimando lavi,
son vòlti a stato, onde ’l cor par s’aggravi
8del suo vivo calor, che piú sfaville!
O folle cupidigia, o mai, no, al merto
pregiata libertá, senza di cui
11l’oro e la vita ha ogni suo pregio incerto;
come beato e miser fate altrui!
E l’un de l’altro è morte e caso certo;
14or ché, piangendo, penso a quel ch’io fui?