Libro piccolo di meraviglie/9

9. L’isola di Feminia e i costumi sessuali di Zorcolia

../8 ../10 IncludiIntestazione 19 giugno 2008 75% romanzi

9. L’isola di Feminia e i costumi sessuali di Zorcolia
8 10


Noi chiedemo licenza alla magnificenza del Prete Giovanni di volere vedere una isola, la quale si chiama terra di Feminia, che a noi pareva impossibile potesse essere cotali maraviglie. Il Presto Giovanni ci rispuose che a.llui piaceva.

E per grazia [sua] noi vedemo la detta terra, nella quale solamente istanno le donne senza nessuno vuomo. E quando queste donne ànno volontà di usare colli vuomini, elle mandono in terra ferma molte barche, e fanno venire grande quantità d’uomini, che usono co.lloro el tenpo che a.lloro piace, e poi danno loro licenza, e mettonli a’ luoghi levàti.

Da questa isola a terra ferma sono dodici miglia. E drento vi si ricoglie molto chermisi e grana e cera e gherofani e mèle.

E ancora ànno queste donne un altro costume sopra le creature, che, quando partoriscono uno maschio, lo tengono tanto co.lloro che possi andare, e poi lo mettono in terra ferma, e rendollo a’ padri loro; e delle femine le tengono senpre co.lloro.

Partimoci adunque dalla detta isola, e arrivammo a una città chiamata Zorcolia, che vi istà uno inperadore nominato Allessandro, il quale tiene la fede greca, ed è un grandissimo signore; e tiene il passo al Tartero Grande, ché, se e’ potesse avere il passo, verebe e passerebono in Grecia. Questa città di Zorcolia è presso a quindici giornate dalla città di Trebisonda, e presso alla città di Samarchi del reame di Persia a dodici giornate.

Il sopradetto inperadore tiene due montagne altissime, che a gran fatica vi si monta suso. E montando noi su per le dette montagne, arivamo in una pianura, molto bene abitata da molta giente.

E le donne ànno più giuridizioni che li vuomini: elle possono fare a.lloro modo sanza licenza delli vuomini; e fra.lloro costumano di prendere dodici mariti, quando a.lloro piacesse. E quando elle vogliono usare il matrimonio, chiamano uno de’ mariti, e menollo in camera, e apicono il capello, ch’ell’usano di tenere in capo, inanzi all’uscio della camera; e quando e’ venisse un altro de’ suoi mariti, veduto apicato el capello, si torna adrieto.

La detta montagna dà gran trebuto allo inperadore Allessandro, perché vi si cava gran quantità d’ariento. E quivi venimo per mezo dì.