7. I cinocefali

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Noi ci partimmo da.llui con buona licenza, e fecci aconpagnare da due gentili vuomini insino alla provincia di Gio, che v’è una magnifica città, che si chiama Verdiletto, ed è discosto dalla città di Goia cinque giornate; ed è molto bella e grande, ed èvvi molte torre fortissime. In questa città istà il primogenito del Presto Giovanni, el quale è posto alla elezione degli altri dodici, quando il Prete Giovanni muore.

E appresso a questa città, a sei giornate, è una provincia molto bella e rica, ed è detta provincia di Rodano.

Apresso, a cinque giornate, à un’altra provincia molto salvatica. E sonvi molte istrane bestie; e la natura delli vuomini, che vi sono, è di non credere, perché è molto istrana, che il capo e’ piedi ànno come i cani, non si intendono, e mangiono carne cruda. E ànno uno intendimento che, quando il Prete Giovanni vuole fare guerra, sì la fae significare loro da certi vuomini, che ànno co.lloro maniera, e di poi li mette in campo. E non fa di bisogno sia detto loro altro, ché, se non sono morti, mai si partono dalla battaglia, e sono crudeli proprio come cani.