13. Canbelletta, il Gran Cane

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Partimmoci di questo reame, e arrivammo alla città di Canbelletta. Questa città è molto maravigliosa, e la sua grandeza, ch’è dall’una porta a l’altra, andando per lo mezo della città, sono tre giornate; ed è intorno intorno murata: èvi uno castello in mezo, che gira trenta miglia.

E costumano di portare a sotterrare i morti fuori della città cinque miglia, a ciò che drento alla terra non sia nessuno puzo.

E ancora in questa città è un altro costume, che veruno vuomo non usa co’ nessuna donna, salvo che a quelle che sono diputate a ciò come meretricie; però che se gli uomini, che vogliono usare colle donne, fussono trovati con altre donne che avessono marito, ne va la vita ad amendue le parti; ma e’ vi sono circa trenta mila meretricie nella città.

Sonvi molte città e castella, e gran quantità di fiumi. Questo paese è copioso di molti giardini e di cacciagione d’ogni ragione.

Ora voglio che voi sapiate la magnificenza di questo signore, che, quando e’ cavalca, lo portano quattro leofanti sopra un castello di legname, molto ricamente lavorato e adorno; e mena seco circa dugento mila cavagli, e ferati tutti, tale d’oro e tale d’ariento, e le selle fornite di riche gioie.

E quando e’ va a cacciare, tiene questo modo: elli entra nel bosco con grande quantità di giente e tanta che tengono i[n] mezo le caciagioni; questo signore piglia uno arco con cinque freccie, e trae a queste caciagioni. E, come lui à tratto, traggono tutti e’ suoi gran signori con freccie d’ariento (e quelle del signore sono d’oro) e co’ nomi loro scritti in sulle freccie; e poi trae l’altra giente colle freccie di legno e co’ loro nomi. Quelle caciagioni ferite sono donate a coloro che l’ànno ferite.

E sapiate che questo signore è idolatro, e fa sagrificio al fuoco per suo iddio; e ogni mattina a ora di terza fa acendere uno gran fuoco, e va tre volte intorno carponi e col capo per terra; e di poi li vanno drieto per ordine li suoi magiori baroni, e fa il simile. E poi spengono il fuoco col latte, e prendono di quella cenere lattata, e tutti s’ungono el viso, le mani e ’l capo; e quella che vi rimane mettono in un grande bacino d’oro, il quale istà apicato con tre catene d’oro.

E ancora vi dirò di sua nobiltà. E’ vive al modo franzese, e così tutti i suoi signori di sua corte; e fanno grande onore a’ forestieri. E’ feci vedere la caccia de’ suoi falconi, e menocci a vederli, ch’erono bene venti mila raunati insieme; e fe’ ucellare a gru, e ancora ci mostrò molti istrani animali, e domandandoci se n’era in nostro paese. Rispondemo di no; avavàno gran piacere di vedere cose strane per ridirlo di qua.