Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LXI

Sonetto LX Sonetto LXII

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SONETTO LXI.


IO non fu’ d’amar voi lassato unquanco,
     Madonna, nè sarò, mentre ch’io viva:
     Ma d’odiar me medesmo giunto a riva,
     4E del continuo lagrimar son stanco.
E voglio anzi un sepolcro bello, e bianco;
     Che ’l vostro nome a mio danno si scriva
     In alcun marmo, ove di spirto priva
     8Sia la mia carne, che può star seco anco.
Però s’un cor pien d’amorosa fede
     Può contentarvi senza farne strazio:
     11Piacciavi omai di questo aver mercede.
Se ’n altro modo cerca d’esser sazio,
     Vostro sdegno, erra; et non fia quel che crede:
     14Di che Amor', e me stesso assai ringrazio.