Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CXV

Sonetto CXIV Sonetto CXVI

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SONETTO CXV.


QUando ’l voler che con duo sproni ardenti,
     E con un duro fren mi mena, e regge,
     Trapassa ad or' ad or l’usata legge
     4Per far in parte i miei spirti contenti;
Trova chi le paure, e gli ardimenti
     Del cor profondo ne la fronte legge;
     E vede Amor, che sue imprese corregge,
     8Folgorar ne’ turbati occhi pungenti:
Onde, come colui che ’l colpo teme
     Di Giove irato; si ritragge indietro;
     11Che gran temenza gran desire affrena:
Ma freddo foco, e paventosa speme
     Dell’alma, che traluce come un vetro,
     14Talor sua dolce vista rasserena.