Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCVIII

Sonetto CCVII Sonetto CCIX

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SONETTO CCVIII.


L’aura che ’l verde Lauro, e l’aureo crine
     Soavemente sospirando move;
     Fa con sue viste leggiadrette, e nove
     4L’anime da’ lor corpi pellegrine.
Candida rosa nata in dure spine!
     Quando fia chi sua pari al mondo trove?
     Gloria di nostra etate! O vivo Giove,
     8Manda prego il mio in prima che ’l suo fine;
Sicch’io non veggia il gran pubblico danno,
     E ’l mondo remaner senza ’l suo Sole:
     11Nè gli occhi miei, che luce altra non hanno;
Nè l’alma, che pensar d’altro non vole;
     Nè l’orecchie, ch’udir altro non sanno
     14Senza l’oneste sue dolci parole.