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Vittorio Alfieri

1789 L Indice:Panegirico a Trajano.djvu poesie letteratura Le mosche e l'api
Favoletta Intestazione 6 febbraio 2011 100% poesie

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D’api un libero sciame,
        Industrïoso e lieto,
        Se ne vivea felice:
        Stuol di mosche inquïeto,
5A cui la fame ═ anco l’invidia accrebbe,
Un suo moscon per capo eletto s’ebbe;
        E l’una sì gli dice.

     Noi siam pur tante,
        L’api pochissime;
        10Ciò non ostante,
        Son potentissime.
        Esca abbondante,
        Securo tetto,
        Pace e diletto;
        15E che non hanno
        Quelle iniquissime?

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        E il tutto fanno,
        Rette a repubblica.
        E noi, chi siamo?
        20Noi pur vogliamo
        Libertà pubblica.

Era il moscone
        Un vero omone,
        Saggio, prudente,
        25E dell’api sapiente.
        Onde a quel dire oppone
        Il ragionar seguente.

Care mie figlie, è facile
        Il chiacchierar, ma il fare
        30Dà un po’ più da studiare.
        L’api sono insettoni,
        Aspre di pungiglioni,
        Che le fan rispettare.
        Ma noi, di tempra gracile,
        35Che faremmo in battaglia,
        Se un soffio ci sparpaglia?

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        Le pure api si pascono
        Dittamo, erbette, e rose;
        E in noi sempre rinascono
        40Mille voglie golose.

La libertà di svolazzar quà e là,
        Col periglio temprata
        Di una qualche ceffata,
        Sia dunque ognor la nostra;
        45Nè questa a noi giammai tolta verrà,
        Se il senno il ver dimostra.

Così il dotto moscon, lor viste fosche
        Ralluminando, apria
Che non potria ═ mai farsi un popol mosche.



FINE.