Le convulsioni/Scena VII

Scena VII

../Scena VI ../Scena VIII IncludiIntestazione 20 agosto 2008 75% teatro

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Francuccio e Lorenzo.


FRANCUCCIO
(che è andato a sedere sul sofà, e mentre va osservando i vari titoli de’ libri che sono sul tavolino va rispondendo ancora a Lorenzo) Parmi che questa dama sia amante assai della lettura.
LORENZO
Oh! sí signore, legge quando non ha nessuno, quando non sa né che fare, né dove andare, in somma credo che legga per disperazione.
FRANCUCCIO
Benissimo. Le dame infatti non denno leggere che per ingannare il tempo; e spesso ancora per ingannar sé medesime.
LORENZO
Basta; io poi non me ne intendo.
FRANCUCCIO
(legge) Le notti di Young.
LORENZO
Oh! queste fanno a proposito per la mia padrona. Sarà stato forse colui un qualche vagabondo che passava le notti ballando, giocando, e non dormendo mai.
FRANCUCCIO
No, no, t’inganni di molto. Il libro anzi è pazzamente malenconico; e par che l’autore miri a far impazzir chi lo legge.
LORENZO
A dir vero, l’impresa non è difficile. Se mi permette, vado ad alcune faccende. Già fra poco...
FRANCUCCIO
Sí, vanne pure. Io mi diverto per ora con questi libri, dai quali giudico e dello spirito e delle massime della tua padrona, e forse ancora dei suoi mali.
LORENZO
Piacesse pur al cielo ch’ella le trovasse il rimedio opportuno. Anche mia moglie... ma ora non serve dir altro. Quando avrà guarita la padrona, le raccomanderò poi la cameriera.
FRANCUCCIO
Che è quella che era qui, ed è tua moglie?
LORENZO
Sí, signore, per mia fortuna se guarisce; e per disgrazia mia, e di mia moglie se quel suo male si ostina. A riverirla (entra).