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Capitolo XXVI

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XXVI
XXV XXVII
COME TROVARONO SAN PAGALO
PRIMO ROMITO IN UNA ISOLA


E il terzo dì navicando e’ viddono una isola piccola e era inverso mezzodì ed era molto da lungi; e così tosto come i frati l’ebbono veduta cominciorono a navicare inverso quella parte. E quando e’ furono presso a questi isola, San Brandano disse così: "O frati miei, non vi affaticate e non vi stanca[t]e così forte ché voi vi siete assai affaticati. Io voi che voi sappiate che a questa festa che viene sara[n] compiuti e’ setti anni che noi ci partimmo dal nostro munistero per andare in terra di verità di promessione de’ santi, sì che tosto verrem[o] al nostro intendimento e poi torneremo con l’aiuto di Dio al nostro munistero. Ancora voglio che sappiate che noi troverremo Santo Pagolo primo remito, servo di Dio e uomo di gran penitenzia, e sì vi dico che nonn-à mangiato niuno cibo terreno da quaranta anni in qua né avuto indosso niuno vestimento, e gli primi trenta anni sì fue pasciuto per uno maraviglioso modo da uno pesce marino lo quale Iddio gli mandava ogni terzo dì".

E aprossimandosi a lo lido di questa isola, la ripa era sì alta che per quella cagione non potevano pigliare porto; questa isola era una montagna molto ritonda e alta bene un miglio: in sulla [c]ima di questo monte si era una pietra molto grande e molto polita e molto quadra, tanto era lunga quanto larga e così alta. Tanto andò i frati intorno che trovarono un porto molto istretto, e era sì stretto che appena vi poteva entrare co lla sua nave, e lla montagna era molto pericolosa d’andare; veggendo Santo Brandano disse a’ suoi frati: "Aspettatevi qui e non vi partite insino ch’io non torno, e nonn-è a voi lecita cosa a venire e trovare colui che abita qua su [sanza] sua parola e licenzia, sappiate ch’egli è un grande servidore di Dio pe lla sua santa vita e santa conversazione, e dapoi che fu in questo luogo mai non fu vicitato da uomo carnale se none ora, e se potrà essere, voi lo vedrete con esso meco insieme".

E così si partì dagli frati e andò su pper lo monte e i frati rimasono in nave. Essendo San Brandano andato su pper lo monte dell’isola e guardando di qua e di là e’ vidde due spilonche, cioè due abitacoli, ed era l’una presso all’altra, l’una di quelle spilonche aveva la sua portella inverso levante e l’altra aveva inverso ponente, e dinanzi alla spilonga di verso levante si era una fontana ritonda e bella, e uscivane acqua viva fuori per una pietra apresso l’entrata della spilonca, là ove stava lo servo di Dio, e llo rivo dell’acqua entra nella pietra per lo spazio d’uno braccio, e quella era tutta di piccoli buchi. La fontana si era cavata un poco e nel fondo si era [d]odici belle pietre p[rezi]ose e nonn-era di quello colore l’una che l’altra, ed eravi dodici figure molto belle sì come di cristallo chiarissimo; queste dodici figure erano nelle sponde e nel fondo della fontana e asomigl[ia]vasi queste figure a’ dodici segni del cielo e della terra, e in certa parte era alquante [s]telle d’oro molto chiare e belle, e l’una era maggiore dell’al[tra]; in mezzo della fontana si era una palla di terra la qua[le m]ai non si moveva né poteva muovere, e lle dodici figure sempre andavano intorno all’acqua della fontana e nel suo andamento sempre sonava uno suave suono. E così tosto come San Brandano fu appresso alla porta della spilonca di verso el levante, e egli uscì fuori uno uomo molto vecchio e disse questo verso andandogli incontro: Ecce quam bonum et quam iocundum habitare fratres in unum. E quando ebbe così detto, e San Brandano intende bene lo servidore di Dio onde egli torna adietro a’ suoi frati e disse: "Venite con meco in sul monte e vedrete molte maravigliose cose e vederete lo servidore di Dio".

Essendo giunti in sul monte lo servidore di Dio li diè pace e poi [a u]no a uno molto benignamente chiamandoli tutti per nome. E’ frati, vedendolo così piloso e co’ capelli e co lla barba molto lunga e molto grande e tutta bianca, e’ davansene gran maraviglia inperch’egli era una strana cosa a vedere; veggendo San Brandano queste cose fe in [se] medesimo uno pensiero e disse così: "Oimè dolente ch’io porto abito di monaco indosso, lo quale mi cuopre lo dosso e lla carne e tienimi caldo la persona, e sotto me e a mio nome e a mio comandamento sta molti uomini e sotto lo nome dell’ordine mio e del mio abito, ma come poss’io piacere a dDio in questo mio stato? Io mi credeva far gran penitenzia per piacere a Dio e i’ ò trovato uno ser[vido]re di Dio lo quale è uomo come gli altri e nato come gli altri, e per istanzia di lui e per sua vestimenta nonn-à niente, e avegna che sia così vecchio, per molti anni è stato in [que]sta pietra, egli nonn-à mangiato pane né bevuto v[ino] e nonn-à mangiato di cucinato, e con questo tutto si è bello e fresco e stato sano della persona e netto e mondo l’anima sua da’ vizii e da’ peccati".

E dicendo infra se stesso queste parole el servo di Dio San Pagolo parla e disse: "O santo padre degno di riveren[za], tu puoi essere molto allegro e consolato da dDio veggendo e cognoscendo e ricordandoti di tante cose stranie e di tanti miracoli quanti v’à mostrato Iddio in questo viaggio, e ben v’à tal cose mostrate a voi per grazia, che mai non volle far tal grazia a niuno altro santo padre e tu di’ nel tuo cuore che non se’ degno di portare abito di [m]onaco e non ti conosci essere bene amico di Dio né non ti riputi far cosa che piaccia [a] Dio; queste cose ti fa dire e credere la tua umilitate e bontade, ma sappi che sse’ ve[rac]e monaco per ogni virtù e più che monaco tu sse’ uomo di contemplazione e d’orazione e di lavorio e mai non diletti di stare ozioso e sempre prieghi la salute dell’anima tua e degli amici tuoi, e tu non ti ricordi e non ti cognosci [che] tu sse’ andato setti anni per mare di qua e di là avendo e sostenendo di grande paure e tribulazione [e] s[em]pre Idio d’ogni cosa t’à tratto e aiutato e mantenuto infino al dì d’oggi e tu e ’ tuoi compagni, e àvi sovenuti in tutti i vostri bisogni per sua bontà e grazia e per vostra santa vita. Ora ti [vo]glio dire del mio fatto: io misero peccatore sì sto in su questo sasso a modo d’una ghiandaia come fa in su uno albero, e sono ignudo e nonn-ò con ch’io mi possa coprire né vestire la carne se non co ’l mio medesimo pelo e capelli e la barba, la qual m’è cresciuta adosso e sono una cosa paurosa a vedere [in] questo istato".

[A]llora San Brandano lo comincia a dimandare umilmente e disse: "Com’è lo vostro nome e di qual munistero fosti voi monaco e onde fosti nato e quanto tempo siete voi stato qui a ffare questa penitenzia?". Rispuose San Paulo primo romito [e] disse: "Lo mio nome si è Pagolo e fue nutricato, essendo piccolo di tre anni, nel munistero dell’abate Patrizio, e’ fu uo[mo] santo e di santa vita. E in quello io stetti [cin]quanta anni, e fumi dato per uficio ch’io dovessi guardare lo munistero e ’l chiostro dentro e cavare le fosse quando moriva [...] de’ frati e dovè’-llo seppellire. Un dì stando nel munistero e dicendo salmi e orazioni sì mmi venne questo: e’ si venne a me un frate e dissemi ch’io dovessi fare una sepultura per soppeli[re], e mostròmmi lo luogo dove io dovea cavare la mattina. Qua[ndo v]enne la sera e’ mi venne un vecchio lo quale io [no]n cognoscea e dissemi: ’O frate mio, avegna Idio che ti fosse comandato che ttu facessi domane una fossa per uno morto soppelire no llo fare in quel luogo imperò ch’egli è d’altrui, avegna ch’egli è d’altrui e tu [no 'l] sai’. Quando io ebbi udito queste parole io lo guatai e no llo potè’ cognoscere, m[a] pure io gli dissi: ’O padre, chi se’ tu?’. Rispuosemi: ’Come è ciò che tu non mi cognosci? Io sono Patrizio, lo tuo abate’. E io rispuosi: ’Be llo cognosco e be llo cognoscerei s’io lo vedessi’. E egli rispuose e disse: ’Sappi Pagolo [ch'i]o sono Patrizio lo [tu]o abate, sappi ch’io sto bene e sono in luogo di salvazione nell’[al]tra vita e sono bene contento; gli altri frati sanno bene questo ch’io ti dico: Albeo dé esser[e] abate e sarà buono uomo e di santa vita e grande amico di Dio’. E poi mi disse: ’Questo luogo lo quale tu debbi cavare [e] f[a]r sepultura si è del corpo mio, altrove dei far la fossa, e nota queste parole ch’io t’ò detto [e no] lle dire ad altrui. Ancora voglio che tu sappi che a Dio piace che [tu] non istia più in questo luogo né in questo [ofici]o; domattina, quando lo mattino sarà detto, farai così: al nome di Dio an[d]rai allo lito del mare e ivi troverai una navicella con ciò che bisogna, e éntravi dentro [a]l no[me d]i Dio e lasciala andare e portare dove piacerà a [Di]o e in pochi dì ella ti conducerà dove piacerà a Dio che tu stia e fai aspra penitenzia e llà dimorerai quanto piacerà a Dio; quello luogo è molto solitario e strano a vedere e si è vicino del P[arad]iso terreste, e vedrai molte cose di quello Paradiso onde tu ivi riceverai molta consolazione in vita tua, e perciò sta’ sicu[ra]m[ente] che veramente arai salvazione ed ètti già apparecchiato un prezioso luogo là d[o]ve tu debbi stare nell’altra vita’.

"E quando egli ebbe c[osì de]tto elli si partì e non viddi come, e no llo potè’ più vedere onde io rimasi tutto pensoso quella notte, poi la mattina ben per tempo, secondo il detto e ll’amaestramento del santo padre, così feci: andai allo lido e trovai la navicella fornita e [a]pparecchiata s[econ]do che m’aveva dett[o], al nome di Dio entrai dentro e aconcià’-mi a sedere e lasciai andare la nave al nome di Dio. Sì come aveva detto el santo padre la nave si partì dal porto, io tolsi un remo in mano e cominciai a navicare inverso quella parte, e stava la punta inverso levante: ella mi porta in uno mare molto chiaro e poi lo trovo molto verde e poi lo t[ru]ovo molto rosso e poi chiaro molto come cristallo, e stetti tre dì in questo viaggio. E nel mezzo di quel mare così chiaro io trovai una montagna molto alta e ritonda la ottava parte d’uno miglio, e questo è quel luogo desso dove io sono, e lla nave sì si trasse in una piccola entrata, e parevami essere in una via molto pericolosa d’andarvi e io veggendo questa cosa e io uscì’ fuori della nave e racomanda’-mi a dDio, e poi diedi del piede nella nave e caccia’-la in mare, ella si partì dalla riva e torna indietro inverso quella parte ond’ell’era venuta e andònne tosto.

"Io stetti a cercare questa isola setti dì e quando venni al settimo dì io venni in su questa cima [del mon]te e trovai questa pietra così come ella è, e [v]egg[en]do q[ue]ste due spilonche e [qu]esta bella fontana [...] [en]trare in quella di verso el levante, e q[ui so]no stato infino al dì d’oggi. E ’l primo dì ch’io [...] dentroci insino a nona e avendo fame io [u]scii fuori, guardandomi d’intorno io viddi [ve]nire una navicella piccola molto correndo la qual mai non si ritenne insino ch’ella giunse alla riva, e alla riva stette fer[ma], e persona niuna non v’era dentro ma pparev[a] che vi fosse dentro una bestia onde io, veggendo questo, andai giù alla riva e trovai uno pesce molto grande, e aveva quattro piedi e aveva in bocca una pietra focaia e uno fucile da battere el fuoco e esca da inpigliare il fuoco e dinanzi a sé aveva uno fascio di legne secche da impigliare el fuoco. E veggendo questo cominciai a pensare che può essere questo, e stando in questo pensiero, lo pesce uscì fuori della nave e andava su per lo monte, e quando e’ fu dinanzi alla spilonca e mette le cose in terra e fatto ciò egli cadde in terra morto; io pensai [be]ne che Iddio m’aveva mandate queste cose e parevami [ch'io] dovessi fare fuoco e dovessi cuocere di questo pesce e mangiare a mia volontà, onde io trassi del fuoco e accesilo co lle legne e tolsi un pezzo di quello pesce e arrostì’-lo, e poi ne mangiai e seppemi buono. E dietro pasto io bevi dell’acqua ma non di quella della fontana, e così digiunai quel dì, e l’altro dì a nona io mangiai lo secondo pezzo, e l’altro terzo pezzo mangiai lo terzo dì.

"E ’l quarto dì a ora di nona io viddi ancora venire correndo per mare quella medesima navicella ch’era venuta l’altra volta ed eravi dentro cotale fornimento come quello di prima; io, [ve]ggendo che quello era una mandata la quale Iddio mi mandava, io tolsi queste cose e feci sì come l’altra volta. E in questo Iddio m’à pasciuto t[rent]a anni e mai non mangiai e non bevi altro in quello [tan]to tempo se non che la domenica io ve[devo una] coppa di cristallo apresso della fontana, ed era piena d’acqua la quale entrava e usciva a poco a poco dentro la pietra quadra. Essendo passati trenta anni, Iddio mi mandò altro cibo onde io non vi dico or altro".

E avendo dette queste parole e’ die loro comiato dicendo: "Se vi piace di cercare questa isola cercatela, se non, vi partite, che voi avete a ffare altro viaggio e tosto compierete lo [v]ostro desiderio cioè per quello che voi siete fuori del vostro munistero. A Dio siate racomandati sempre, fratelli miei".