Apri il menu principale
Capitolo XXV

../XXIV ../XXVI IncludiIntestazione 31 agosto 2009 75% Diari di viaggio

Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XXV
XXIV XXVI
COME TROVARONO GIUDA SCARIOTTO
CHE SEDEVA IN SU UNA PIETRA ENTRO EL MARE


Essendo passati i setti dì e andando e navicando e’ viddono in mare una forma d’uno uomo che sedeva in su una pietra in mare e aveva dinanzi un panno appiccato in su due forcelle di ferro e giamai non istava fermo pe llo vento che vi dava dentro e anche Giuda era molto conbattuto dal vento e dall’onde del mare. E, andando, questi frati qual diceva ch’egli era uno uomo, altri diceva ch’egli era uno uccello, altri diceva che e[ra] una navicella; e udendo l’abate queste parole che dicevano tra loro e’ disse: "O frati miei, lasciate stare questa nostra intenzione e dirizziamo la nave in là e vedremo che cosa sarà quella".

E quando fu presso, e’ viddono ch’egli era uno uomo tutto piloso, disvariato dagli altri, lo quale sedeva in su una pietra in mare e ll’onde lo conbattevano molto forte, e spesse volte lo copria sotto il panno che gli era apiccato dinanzi essendo un poco di lungi da llui. Quando e’ frati lo viddono sì feciono una gran maraviglia, e allora disse San Brandano: "Io ti comando, dalla parte di Dio vivo e vero, che tu mmi dichi per che cagione tu se’ qui e stai in questo modo e pare che tu facci qui una grande penitenzia, dimi che merito debbi tu avere, dimi se tu sse’ vivo o morto". Rispuose Giuda e disse:

"Sappiate ch’io sono morto e sono Giuda Scariotto, io sì uccisi mio padre con una pietra ed ebbi mia madre per moglie non sappiendo che ella fusse mia madre, e stetti co llei lungo tempo ed ebbine assai figliuoli, e anche fu’ grande mercatante e sempre falsava la mia mercatanzia e ritondava tutta la moneta che mi veniva pe lle mani, e fu’ usuraio e tutto vizioso, e fu’ ladro, e poi mi partì’ da tutte queste cose e diventai apostolo di Iesù Cristo ed egli mi fe suo spenditore e ricevitore e cano[var]o d’ogni cosa che c’era dato, e per potere mantenere li miei figliuoli Iesù mi diè libertà ch’io togliessi la decima parte d’ogni cosa che gli era dato aciò ch’io mantenessi e’ miei figliuoli, e così faceva; e perché Maria Maddalena ispande unguento prezioso per Iesù Cristo, e unguendoli il capo e ’ piedi una sera in casa [di] Simone lebbroso, e era tanto unguento che montava trecento danari d’argento, e io di ciò mi crucciai malamente per ciò ch’io non potevo avere la decima che mi v[en]iva, e pensai di non perdere la decima di quello unguendo, e vennemi in cuore di falsare la compagnia e di tradire lo mio Signore e di darlo per trenta danari. E così feci, e per questo, [volendomi] riavere la detta decima, questo [si] fu rio pensiero, ma io lo feci non credendo che lle cose andassono così malamente, ben credetti mal ne ’ncontrasse, ma non che nne dovesse morire, anzi scampasse pe lla sua grande virtude e possanza, e qui m’ingannò lo mio tristo pensiero onde quando io lo vidi ch’egli era al tutto condannato a Pilato e che doveva morire io fu’ molto dolente e tristo di quello ch’io avevo fatto di lui, e per questa cagione io rendè’ e’ danari indietro i quali io aveva ricevuti credendo ch’eglino lo dovessono lasciare e sì [mi] chiamai molto incolpato, veggendo tutti loro. Io veggendo che questo non giovava io, sì [com]e disperato per dolo[re e] per tristezza, comperai uno cap[pio] e appicà’-mi pe lla gola a guisa d’uno ladro; e per questo modo fu la mia fine. E com’io fu’ morto, così fu’ messo in questo luogo che [voi] vedete, e per questo ch’io ricevo ora nonn-è per mio merito ma per ispezial grazia che Dio m’à fatta sì come a llui piace, né nonn-è questo luogo di penitenzia che troppo mi vaglia ma si è luogo d’alcuna perdonanza e alcuna apparenza di rif[rig]ero la quale m’è fatta ad onore di Dio ogni domeni[ca], e però m’av[ete vo]i trovato qui. In verità vi dico che quando io sono qui e’ mi pare essere in Paradiso e più ricevo consolazione di questa stanza che di tutte le consolazione del mondo, e tutto questo i’ ò pe lla grande paura delle crudeli pene [e de'] tormenti ch’io aspetto d’avere in questa notte che viene infino all’altra domenica, ogni fes[ta princip]ale di Dio e d[ella] virgine Maria sua madre, e pe llo suo amore [e]lla fa molte grazie e molti beni all[e ani]me de’ morti e de’ vivi, sappiate ch’io sto qui ogni [d]omenica ed ogni Natale insino alla sera di Pasqua Befania e dal dì di Pasqua della Penticosta e nelle quattro feste di Santa Maria, la quale è fontana e madre di grazia e di misericordia, e nel dì d’Ognisanti, e per ch’io sia in questa forma che voi mi vedete che non pare ch’io abbia altra pena e io ardo e brugio e sono più ardente che nonn-è il ferro nella furnace, e quando io sono tolto di questo luogo io sono di dì e di notte in sul quel monte altissimo lo qual voi vedete via, a lungi di qui; e sappiate che in quel monte si è Levitan co lli suoi cavalieri tutti in crudeli pene; io si era in quello luogo quando vi venne lo vostro frate lo quale venne con voi e uscì di nave così villanamente, e quando giunse al Ninferno el Ninferno mostrò segno d’allegrezza cioè gitta[van]o maggiore fuoco e fiamma. Ora v’ò detto cui io sono e perché io son qui e [sa]ròcci insino al dì del giudizio, io sono malamente cruciato e tormentato nel fuoco del Ninferno con Erode re e Anna e Pilato e [Caifasso] li quali feciono lo patto meco e feciomi dare lo p[aga]mento del tradimento ch’io feci del mio signore Iesù Cristo; e per ciò ch’io so bene che voi siete amici di Dio, lo quale è redemtore del mondo, che per suo amore e dalla sua parte vi priego che voi degnate di pregare lui per me acciò ch’i’ sia lasciato istare qui in[sin]o domane, ch’e’ dimoni non mi possino nuocere in questo mezzo; veggendo voi egli no mi meneranno via a quella mala eredità la quale io comperai per pregio".

E San Brandano rispuose e disse: "Di questo che tu mmi prieghi sia quello che piace a Dio, in questa notte che viene tu non averai niuna pena ins[in]o domane per [...] levato il sole". E San Brandano ancora domanda e dice: "Dimmi perché sta’ tu qui in su questa pietra e [che v]ale questo drappo che tu ài qui dinanzi da te e per[ché] stae apiccato in su quelle due forcelle del ferro". Rispuose Giuda a llui: "Io sto in su questa pietra e giovami molto, quando io ero al mondo sì missi una pietra in una via piovosa nella quale era un reo passaggio, e ciò feci per agevolezza e bene di quelle persone ch[e] passavano quindi, e questo feci inanzi ch’io fossi apostolo di Cristo. E questo drappo che mi sta apiccato dinanzi un poco da llungi da me si è perciò ch’io diedi un cotal come questo per amore di Dio quando io ero canovaro delle cose di Iesù Cristo, e perché e’ non era mio, perciò mi sta da lungi e non mi giova, anzi mi nuoce. Le forcelle del ferro che voi vedete di presso si è ch’io ne diedi due così fatte al servigio de’ sacerdoti nel tempio di Salamone".

E quando ebbe dette queste parole, nell’ora della sera parve che venisse una ombra che scurasse questo uomo e lla pietra nella quale e’ sedeva; e subitamente e’ venne una grande moltitudine di dimoni sanza alcuno numero, e tutti circundavano Giuda d’intorno e sì ssi lamentavano forte dicendo così: "O servidori di Dio benedetto, partitevi tosto di qui che per vostra cagione noi non possiamo apressarci a questo nostro compagno el quale è qui, noi non siamo arditi d’andare dinanzi al nostro princi[pe] Lucifero maggiore se noi no gli appresentiamo questo suo servidore Giuda lo quale tradì lo suo signore Iesù Cristo. Tu, santo padre, ci ài tolta la possa e la forza, ché noi non abbiamo al presente forza di fagli niuno tormento di quegli che noi siamo usi di fagli, piacciavi di non l’aiutare in questa notte benché ve n’abbia pregato". E San Brandano gli rispuose e disse così: "Io no llo difendo, ma lo signore Iddio à già consentito ch’egli abbia grazia in questa notte e sia [di]feso da ogni pena che voi li volessi fare". E gli dimoni rispuosero: "Come vuo’ tu aiutare per lo nome di Dio, sappiendo ch’egli fu traditore del signore Iesù Cristo?". San Brandano disse: "Io vi comando nel nome di Iesù Cristo che voi in questa notte no lli dobbiate fare male". Rispuose li dimoni: "Come chiami tu lo nome di Iesù Cristo in servigio di costui sappiendo che llo tradì e dapoi in qua è stato con tanti mali e danni?". Rispuose San Brandano: "Io no llo voglio difendere contra alla volontà di Dio, quello che piace a Dio piace a me, ora e sempre sia la sua volontà". L’abate stette tutta quella notte in orazione e lli dimoni non ferono in tutta quella notte niuno tormento a Giuda.

Essendo passata la notte, el dì era venuto, lo sole era levato, e San Brandano comanda a’ frati che dovessono navicare al nome di Dio; e così cominciarono lo viaggio. E fatto ciò, incontanente si ragunarono una grande moltitudine di dimoni i quali somigliavano pure balbuini e copriva tutta l’acqua del mare, e in quello luogo, si chiamà l’abisso, quelli dimoni cominciarono a gridare molto forte e a dire così: "O servo di Dio, el vostro grande nimico va in là nella mala ora e maladetto sia il tuo viaggio e lla tua entrata in po[rto] e llo tuo andare e llo tuo stare per mare e per terra; e per questo diciamo perciò che in questa notte abbiamo avuto molto tormento dal nostro prencipe perché noi no lli apresentammo lo suo servidore Giuda". San Brandano rispuose: "A noi non può nuocere la vostra maladizione, voi siete maladetti, chi è maladetto non può maladire né benedire, e perciò io vi do la mia maladizione". Allora dissono i dimoni: "Sappi che a questo tristo sarà radoppiato tutte le pene questa settimana perciò che tu l’ài difeso questa notte". Incontanente li rispuose l’abate e disse: "Né voi né il vostro principe non n’arà balia, ma sarà la volontà di Dio, e pe lla vostra superbia e pe lle vostre minacce io vi comando a voi e al vostro principe, per lo nome del nostro signore Iesù Cristo, che voi no lli dobbiate far peggio che voi siate usi di fare". "Vuol egli lo nostro signore Iddio" dissono le dimonia "che noi ubbidiamo alle vostre parole e vuole tutto ciò che a voi piace? " E San Brandano rispuose e disse: "Io sono servidore di Dio el quale è signore di tutte le cose e di tutte le mie parole, e voi ciò dovete ubidire, ma Iddio è solo signore e per sua voluntà io fo e dico questo, onde per le sue sa[n]te parole voi mi dovete ubidire in tutte quelle cose ch’io vi dico, e ciò faccio e per sua voluntà".

E così e ragionando sì ssi partirono e andarono tanto a lungi ch’io no lli potè’ più vedere; i dimoni tolgono Giuda e portallo all’Inferno con gran romore e San Brandano navica inverso mezzodì con tutti i suoi frati laudando sempre Iddio.