La leggenda di Tristano/CLXXXIII

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CLXXXII CLXXXIV

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CLXXXIII. — A tanto dice lo conto, che quando lo re siniscalco intese queste parole, fue molto doloroso e disse: «Per mia fé, Garies, voi non conoscete bene questo cavaliere, sí come fo io; ché per mia fé, voi non vedeste giamai uno cosi malvagio cavaliere com’è questi. E voi vedrete che quando io l’appellerò ala battaglia, incontanente sí fuggirae e non vorrá combattere in nessuna maniera. E imperciò voi ne vedrete la certanza di queste cose». Ma quando Garies vide ch’egli volea pur provare lo cavaliere, disse: «Re siniscalco, ora fate vostra volontá, dappoi che voi volete». E a tanto cavalcarono infine ale due vie e quivi aspettarono lo cavaliere, e quand’egli fue venuto e lo re siniscalco disse: «Cavaliere, ora siemo noi venuti a due vie, e imperciò prendete l’una, quella che a voi piú piace, e noi prenderemo l’altra, perché a noi abisogna di cavalcare molto tostamente, e voi sí vi potete cavalcare piú pianamente che noi». E quando T. ebe intese queste parole, disse: «Cavaliere, voi sí potete andare cavalcando a vostra volontade, imperciò ch’io voglio cavalcare molto soavemente; imperciò ch’io non voglio che ’l mio cavallo mi venisse meno. E imperciò voi siete tre cavalieri, prendete quella via la quale a voi piú piace».