La bbattajja de Ggedeone

Giuseppe Gioachino Belli

1834 Indice:Sonetti romaneschi IV.djvu sonetti letteratura La bbattajja de Ggedeone Intestazione 17 gennaio 2024 75% Da definire

L'immaggine e ssimilitudine La ggiustizzia ar Popolo
Questo testo fa parte della raccolta Sonetti romaneschi/Sonetti del 1834

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LA BBATTAJJA DE GGEDEONE.

     Li trescento ggiudii de Ggedeone
se n’aggnédeno1 dunque a ffil a ffila,
armati inzin’all’occhi d’una pila,2
d’una fiaccola drento, e dd’un trombone.

     Arrivati poi llà, ccome che sfila
la truppa de li bballi a Ttordinone,3
girònno4 tante vorte in priscissione,
che de trescento parzeno5 tremila.

     Quanno tutù, ttutù, lle pile rotte,
torce all’aria, trescento ritornelli,6
e li nimmichi ggiù ccom’e rricotte.

     E mmo ttutti st’eserciti cojjoni,
invesce d’annà in guerra com’e cquelli,
se metteno7 a spregà ttanti cannoni!

8 dicembre 1834.

Note

  1. Se ne andarono.
  2. [Pentola.]
  3. [Al Teatro di Tordinona, oggi più comunemente Teatro Apollo.]
  4. Girarono.
  5. Parvero.
  6. [Il grido ripetuto ad un tempo dai trecento uomini: “La spada del Signore, e di Gedeone!„]
  7. Si mettono.