La Cortigiana (1525)/Atto terzo/Scena sesta

Atto terzo
Scena sesta

../../Atto terzo/Scena quinta ../../Atto terzo/Scena settima IncludiIntestazione 30 maggio 2008 75% Teatro

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Rosso e Aloigia.

Rosso
Che t’ha ei detto?
Aloigia
Che sta a l’olio santo. Ma a dirti il vero, io ho scopati tutti i bordelli d’Italia, e al mio tempo non saría stata atta a scalzarmi Lorenzina né Beatrice. Avevo la martora e ’l zibellino. Il zibellino, il papagallo, la scimia e ogni cosa, intendi?
Rosso
E io son stato garzone d’oste, frate, gabellieri, messo, spia, sbirro, boia, malandrino, vetturale, mugnaio, ceretano, in galea e furfante: la mia parte de la catena, e poi concludi a posta tua.
Aloigia
Io non l’ho detto a malizia, ma quello ch’io vo’ dire in mio linguaggio è questo: che de quante ne feci, mai non ebbi cosa che me mettessi a maggiore pensiero che questa, et ho pur qualche anno al culo; e che sia vero, di signora io son tornata a tenere camare locande, a lavare panni e a la cucina e a vendere le candele.
Rosso
Sappi, Aloigia, che ti debbe essere caro ch’io t’abbi messo cotal partito a le mani, perché sarà forse l’ultimo, ché le donne si cominciano a usare poco in Corte, bench’io credo che lo faccino perché [non] potendo toglier moglie togliano marito e cavansi le voglie assai meglio e non dà contro a le leggi.
Aloigia
A la croce de Dio che ci son di male bestie in la Corte, e vole tu vedere insino a’ vescovi, che portano la mitria e non se ne vergognono?
Rosso
Savia sentenzia. Per Dio che ’l tuo confessore dovería porti in la predica!
Aloigia
Tu di’ ben; ma io non cerco mondanità, et ho imparato da la mia maestra che vuole prima andare su l’asino che nel bel carro, e manco vole la mitria con le belle dipinture perché non se dicessi pe ’l vicinato ch’ella el facessi per vanagloria. Ma io, parlando, ho trovato la via di contentare Parabolano e salvare noi che lo crucifigiamo.
Rosso
O dimmi come?
Aloigia
La moglie d’Erculano fornaro è una bonissima robba, e tuttavia ordinarò ch’ella si trovi col signore stanotte, in casa mia. I signori han quel gusto ch’una febbre e sempre se pigliano al peggio, come noi femine; e non è per accorgersi mai de cosí fatta burla.
Rosso
Un bacio! Sta salda, Corona de le Corone de le Reine. Ohimè ch’io mi vedevo a mal partito se tu non ci provedevi! Or son io arcichiaro che ’l mio padrone goffo andrà nel bel di Roma, e noi a salvum me fac. Or noi ci siamo intesi; a rivederci!