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La Cortigiana (1525)/Atto quarto/Scena prima

Atto quarto
Scena prima

../../Atto quarto ../../Atto quarto/Scena seconda IncludiIntestazione 2 giugno 2008 75% Teatro

Atto quarto Atto quarto - Scena seconda

Maestro Andrea, Messer Maco, Maestro Mercurio e Grillo.

Maestro Andrea
Noi siamo d’accordo del prezzo e messer Maco s’arrischierà a pigliare le medicine.
Messer Maco
Le pillole mi mettono un gran pensiero, tamen...
Maestro Mercurio
Pillolarum romane curie sunt dulciora!
Messer Maco
Nego istud, nego nego, magister mi!
Maestro Mercurio
Hyppograssus affirmat hoc, dico vobis.
Messer Maco
Nego propositio hanc!
Maestro Mercurio
Domine, usquequo vos non inteligitis glosam de verborum obligatione che sic inquit: totiens quotiens vult diventare Cortigianos novissima dies pillole et aque syropus accipere bisognat.
Messer Maco
Voi mi fate una rima falsa, ché ’bisognat’ non è toscano; et ecco qui in la manica el Petrarca che lo conferma.
Maestro Andrea
Or cosí! Favèllami a l’usanza e non per in busse e ’n basse!
Messer Maco
Trant fabrilia fabri!
Maestro Mercurio
Messere, cognoscete voi le nespole?
Messer Maco
Signor sí.
Maestro Mercurio
Le nespole si chiamano pillole a Roma, e voi ne pigliarete quanto vi basta l’animo mangiarne.
Maestro Andrea
Avete inteso maestro Mercurio da bene?
Messer Maco
Sí ho, et è molto dotto, e io mangerò mille nespole per amor suo.
Maestro Andrea
O che animo! Voi sareste stato il malatestissimo soldato al tempo di Bartolomeo Coglion!
Grillo
Padrone, serà meglio ch’io me avvii dove le forme vi aspettano.
Messer Maco
Va’ e tolli le piú belle forme e le piú agiate che vi siano.
Grillo
Cosí farò. Altro?
Messer Maco
Fa’ che ’l capo c’entri tutto, e guarda che niuno si volessi usare inanzi a me.
Maestro Andrea
Spàcciate Grillo, e fa’ che i’ si’ la stadera, ché bisogna pesarlo, ché s’ha a pagare un baiocco per libra, come è rifatto. Ma, messer mio, voglio che voi giurate, inanzi che diventate uno altro, di farmi carezze, perché gl’entervien el piú de le volte che coloro tolti d’acconciar un asino, poi che salgono in cielo a l’accursiesca e serapichesca non si degnon poi né con amici né con parenti.
Messer Maco
Al corpo di Giuda, ch’io vi toccherò sotto ’l mento!
Maestro Andrea
Giuro da puttini.
Messer Maco
A l’evangele!
Maestro Andrea
Sacramento da contadini.
Messer Maco
A la fe’ de Dio!
Maestro Andrea
Cosí dicono li facchini.
Messer Maco
A la croce benedetta!
Maestro Andrea
Parole da donna.
Messer Maco
Potta, sangue, al corpo di...
Maestro Andrea
Al corpo di che?
Messer Maco
Ch’io biastemo?
Maestro Andrea
Che no?
Messer Maco
Di Cristo, di Cristo! Oh, pur l’ho detto!
Maestro Andrea
Ah, messer Maco, io motteggio e voi biastemate come un traditore, e son vostro servitor, alma serena.
Maestro Mercurio
Orsú, non perdiamo tempo, ché le forme si fredderanno e a Roma le legne vagliono un tesoro.
Messer Maco
Spettate, ch’io manderò per una soma a Siena.
Maestro Andrea
Ah, ah, ah! Ecco là Grillo, su la porta de la bottega che fa i cortigiani plusquam perfetti. Che si fa Grillo?
Grillo
Le forme, la stadera, le nespole, i maestri e ogni cosa è in ordine, e vederete cose piú fantastiche che l’umor malenconico.
Messer Maco
Maestro, la luna dove si trova ora?
Maestro Mercurio
Eh? Oh, discosto da qui un gran pezzo.
Messer Maco
Io dico se l’è in quintadecima o no.
Maestro Mercurio
Messer no.
Messer Maco
Basta, io aveva paura de sí, perché vien poi in fluxo ventris, ma sola fides sufficit. Andiamo, in nomine Domini.