La Cicceide legittima/I/CXIII

Sonetti

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A D. Ciccio in occasione d’esser stato carcerato in Costantinopoli un Ambasciator di Corona.

cxiii.
C
Olà, dove s’adora l’Alcorano,

     D. Ciccio, io sento dir, ch’è stato messo
     Prigion, per non sò qual fallo commesso
     4L’Ambasciator d’un Principe Cristiano;
E dicesi, esser mente del Sultano,
     Ch’ei paghi in pena del supposto eccesso
     Trecento borse, oltre il regal promesso
     8A quei primi Ministri del Divano,
Ei però, che non v’ha corrispondente
     Da cui possa sperar, che sian soccorse
     11L’urgenze sue nell’occasion presente,
Da te l’attende, e non sà porlo in forse;
     Poichè non v’è da chi più facilmente,
     14Che da’ C.... possa trovar le borse.