Apri il menu principale

Io veggio ben siccome acerbo e rio

Giovan Girolamo II Acquaviva d'Aragona

1833 I Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Intestazione 21 giugno 2017 75% Sonetti

EPUB silk icon.svg EPUB  Mobi icon.svg MOBI  Pdf by mimooh.svg PDF  Farm-Fresh file extension rtf.png RTF  Text-txt.svg TXT

Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Gio. Girolamo Acquaviva

[p. 46 modifica]


Io veggio ben siccome acerbo e rio
     È quello stato in cui mi pose Amore,
     Donna, qualor da tuoi begli occhi fuore
     L’acuto stral che mi trafisse uscìo.
5Da quel momento ahi lasso! è il viver mio
     Continua morte: e pur l’aspro dolore
     Fuggir potrei ma nol consente il core
     Sì traviato è il folle mio desìo.
Conosce gia sotto qual scorta infida
     10Va camminando e per qual duro calle
     Ei segue Amor che al precipizio il guida:
Nè a sì crudo Signor volger le spalle
     L’alma risolve: e spera e in lui s’affida,
     In lui, che strazio solo e angoscia dalle.