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Io grido, e griderò, finchè mi senta

Carlo Maria Maggi

I Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Io grido, e griderò, finchè mi senta Intestazione 30 luglio 2018 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Carlo Maria Maggi


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II


Io grido, e griderò, finchè mi senta
     L’Adria, il Tebro, il Tirren, l’Arno, ’l Tesino,
     E chi primo udirà, scuota il Vicino,
     Ch’è periglio comun quel, che si tenta.
5Non val, che Italia a’ piedi altrui si penta,
     E obblìando, il valor, pianga il destino;
     Troppo innamora il bel terren Latino,
     E in desìo di regnar pietate è spenta.
Invan con occhi molli, e guance smorte
     10Chiede perdon; che il suo nimico audace
     Non vuole il suo dolor, ma la sua morte.
Piaccia, il soffrire a chi ’l pugnar non piace:
     È stolto orgoglio in così debil sorte
     Non voler guerra, e non soffrir la pace.