Il re della montagna/Conclusione

Conclusione

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19. Nadir e Fathima


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Conclusione.

Due giorni dopo Nadir ed i suoi cavalieri, seguiti dalle truppe del Masenderan, rientravano trionfanti nella capitale persiana, fra gli entusiastici applausi dell’intera popolazione.

Le città del regno, già avvertite dell’insurrezione della capitale e della morte dell’usurpatore, avevano subito abbracciata la causa del nuovo re, e dovunque, nelle pianure e sui monti e perfino nei deserti, le popolazioni avevano salutato Nadir sciàh, il legittimo successore di Luft-Alì.

Dieci giorni dopo, nel palazzo reale, mentre la capitale era in festa, fra il tuonare delle artiglierie, il Re della Montagna veniva dai grandi dignitari investito della suprema autorità, sotto il nome di Nadir-Sadek, e lo stesso giorno egli impalmava la bella Fathima.

Il giovane sovrano mantenne fedelmente la parola data: nessun altra donna fu chiamata al palazzo reale e mai venne meno l’amor suo per la buona Fathima.

Egli tenne il vecchio Mirza nella carica di suo primo ministro, nominò Harum comandante della sua guardia, composta per la maggior parte dei suoi fedeli montanari, ed elevò alla dignità di principi il begler-beg ed i khan che lo avevano aiutato a riconquistare il trono di suo padre.

Narrano gli storici persiani che mai quel regno, fino allora così turbolento, ebbe uno sciàh più magnanimo, più giusto e più valoroso nè che mai godette tanta prosperità e tanta tranquillità come sotto il dominio del leale Nadir-Sadek.

FINE.