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Capitolo X

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Capitolo IX Capitolo XI


In Venetia in quello tempo s’exercitava in dare gli exercitii et in altre conversationi spirituali. Le persone più segnalate, a cui gli dette, sono Mro. Pietro Contareno, et Mro. Gasparro de Doctis, et un spagnuolo, chiamato per nome Rocas. Et era anchora là un altro spagnuolo, che si diceva il bacigliere Hozes il quale praticava molto col Pelegrino, et anche col vescovo di Cette. Et quantunque havesse un poco affettione di fare gli exercitii, nondimeno non gli meteva in executione. Alla fine si rissolse di entrare a fargli; et dipoi che gli hebbe fatto, 3 o 4 giorni, disse l’animo suo al Pelegrino, dicendogli che haveva paura non gli insegnasse negli exercitii qualche dottrina cativa, per le cose che gli haveva detto un tale. Et per questa causa havea portato seco certi libri a ciò ricorresse a quelli, se per sorte lo volesse ingannare. Questo si aiutò molto notabilmente negli exercitii, et alla fine si rissolse di seguitare la vita del Pelegrino. Questo fu anche il primo che morì.

In Venetia hebbe anche il Pelegrino altra persecutione essendo molti che dicevano che gli era stata abbrusciata la statua in Spagna et in Parigi. Et questa cosa andò tanto inanzi che si è fatto processo, et fu data la sentenza in favore del Pelegrino.

Li 9 compagni vennero a Vinetia il principio del 37. Là si divisero a servire per diversi hospitali. Dopo 2 o 3 mesi se n’andorono tutti a Roma a pigliar la benedittione per passare in Hierusalem. Il Pelegrino non andò per causa del Dottor Ortiz, et anche del nuovo cardinale Theatino. Li compagni vennero da Roma con police di 200 o 300 scudi, li quali gli furono dati per elemosina per passare in Hierusalem; et loro non gli volsero pigliare senon in police; li quali dipoi, non potendo andare in Hierusalem, gli rendettero a quelli che gli havevano dati.

Li compagni tornorno a Vinetia del modo che erano andati, cioè a piedi et mendicando, ma divisi in tre parti, et in tal modo che sempre erano di diverse nationi. Là in Venetia si ordinorono da messa quelli che non erano ordinati, et gli dette licentia il nuntio, che all’hora era in Venetia che poi si chiamò il cardinale Verallo. Si ordinorno ad titulum paupertatis, facendo tutti voti di castità et povertà.

In quello anno non passavano navi in Levante perchè li venetiani havevano rotto con turchi. Et così loro, vedendo che si allongava la speranza del passare, si compartirno per lo venetiano con intentione di aspettare l’anno che havevano deliberato; et poi che fosse fornito et non fosse passaggio, se ne andariano a Roma.

Al Pelegrino toccò andare con Fabro et Laynez a Vicenza. Là trovorno una certa casa fuori della terra, che non haveva nè porte, nè fenestre, nella quale stavano dormendo sopra un poco di paglia che havevano portata. Dui di loro andavano sempre a cercare elemosina alla terra due volte il dì, et portavano tanto poco, che quasi non si potevano sostentare. Ordinariamente mangiavano un poco di pan cotto, quando l’havevano, il quale attendeva a cuocere quello che restava in casa. In questo modo passorno 40 dì, non attendendo ad altro che ad orationi.

Passati li 40 dì venne Mro. Gioanne Coduri, et tutti quatro si deliberorono di incominciare a predicare; et andando tutti 4 in diverse piazze, il medesimo dì et la medesima hora cominciorno la sua predica, gridando prima forte, et chiamando la gente con la berretta. Con queste prediche si fece molto rumore nella città, et molte persone si mossero con devotione, et havevano le commodità corporali necessarie con più abundantia.

In quel tempo che fu a Vicenza hebbe molte visioni spirituali, et molte quasi ordinarie consolationi; et per il contrario quando fu in Parigi; massime quando si incominciò a preparare per esser sacerdote in Venetia, et quando si preparava per dire la messa, per tutti quelli viaggi hebbe grandi visitationi sopranaturali, di quelle che soleva havere stando in Manressa. Stando anche in Vicenza seppe che uno delli compagni, che stava a Bassano, stava ammalato a punto di morte, et lui si trovava etiam all’hora ammalato di febre. Nientedimeno si messe in viaggio; et caminava tanto forte, che Fabro, suo compagno, non lo poteva seguitare. Et in quello viaggio hebbe certitudine da Dio, et lo disse a Fabro, che il compagno non morirebbe di quella infirmità. Et arrivando a Bassano, lo ammalato si consolò molto, et sanò presto.

Poi tornorno tutti a Vicenza, et là sono stati alcuno tempo tutti dieci; e andavano alcuni a cercare elemosina per le ville intorno a Vicenza.

Poi, finito l’anno, et non si trovando passaggio, si deliberarono di andare a Roma; et anche il Pelegrino, perchè l’altra volta che li compagni erano andati, quelli dui, delli quali lui dubitava, si erano mostrati molto benevoli.

Andorono a Roma divisi in tre o quatro parti, et il Pelegrino con Fabro et Laynez; et in questo viaggio fu molto specialmente visitato da Iddio.

Haveva deliberato, dipoi che fosse sacerdote, di stare un anno senza dire messa, preparandosi et pregando la Madonna lo volesse mettere col suo Figliuolo. Et essendo un giorno, alcune miglia prima che arrivasse a Roma, in una chiesa, et facendo oratione, ha sentita tal mutatione nell’anima sua, et ha visto tanto chiaramente che Iddio Padre lo metteva con Cristo, suo Figliuolo, che non gli basterebbe l’animo di dubitare di questo, senonchè Iddio Padre lo metteva col suo Figliuolo.

Poi, venendo a Roma, disse alli compagni che vedeva le fenestre serrate, volendo dire che lì havevano di haver molte contradittioni. Et disse adche: — Bisogna che stiamo molto sopra di noi, et non pigliamo conversatione con donne, se non fossero illustri —. Di poi in Roma, per parlare di questo proposito, M. Francesco confessava una donna, et la visitava alcuna volta per praticare le cose spirituali, la quale dipoi fu trovata gravida; ma volse il Signore che si scoperse colui che haveva fatto il maleficio. Il simile accade a Gioan Coduri con una sua figliuola spirituale, deprehensa con un homo.

(Et io, che scrivo queste cose, dissi al Pelegrino, quando questo mi narrava, che Laynez raccontava questo coli altre particularità, secondo havevo inteso. Et lui mi disse, che tutto quello dicea Laynez stava il vero, perchè lui non si ricordava tanto particolarmente; ma che all’hora quando lo narrava sa certo che non ha detto senon la verità. Questo medesimo mi disse in altre cose).