Il filosofo/Nota storica

Nota storica

../Parte II IncludiIntestazione 25 luglio 2023 75% Da definire

Parte II

[p. 335 modifica]

NOTA STORICA

Questo Intermezzo si doveva stampare, seguendo l’ordine cronologico, prima di Monsieur Petiton, subito dopo l’Ippocondriaco, poichè appartiene anch’esso all’autunno del 1735; ma troppo tardi riuscii a scoprire e ottenere, per mezzo dell’amico dottor Mario Brunetti, bibliotecario del Civico Museo Correr di Venezia, a cui manifesto qui la mia gratitudine, la prima edizione veneziana, del tutto ignota agli studiosi e ai bibliografi del Goldoni, i quali concordemente assegnavano la composizione del Filosofo all’anno 1743. Si badi che il Goldoni non lo ricorda mai nelle Memorie, nemmeno nell’elenco finale delle sue opere: tuttavia ne fa menzione fra gli altri suoi Intermezzi, ch’ebbero "molta fortuna", nella prefazione del primo tomo dell’edizione fiorentina delle Commedie (Paperini, 1753), riprodotta pure in testa ad altre edizioni. Perfino il nostro Musatti lo dimenticò ne’ suoi “appunti bibliografici-cronologici” su I drammi musicali di C. Goldoni (Venezia, 1902). Lo Spinelli poi, nella Bibliografia Goldoniana (Milano, 1884) fe’ cenno dell’edizione milanese 1743, ma non per conoscenza diretta, bensì togliendo la notizia da uno schedario del Silvestri (dallo Spinelli attinse il Bustico, Drammi, cantate ecc. di C. Goldoni, 1925).

Il libretto originale trovasi presso il Civico Museo di Venezia, nella busta 165, col numero 15:

IL FILOSOFO | intermezzo | Da Rappresentarsi nel Teatro Grimani di | s. samuel. | L’Autunno dell’Anno 1735. (s. l. e s. a.: in-12, pp. 16).

Presso lo stesso Museo, fra le opere di provenienza Cicogna, esiste pure la nota ristampa:

IL | FILOSOFO, | intermezzo | DA RAPPRESENTARSI | Nel Regio Ducal Teatro di Milano | l’Estate dell’Anno 1743 | In Milano, mdccxliii | Nella R. D. C. per Giuseppe Richino | Malatesta Stampatore Reg. Cam. | Con licenza de’ Superiori (in-12, pp. 19 numerate).

Un’altra ristampa fu fatta l’anno dopo a Bologna, ricordata anche dal Ricci, sebbene ignorasse l’autore della poesia (I teatri di Bologna. Bologna, 1888, p. 460); ma non sappiamo in quale teatro si recitasse. Vi è indicato soltanto il titolo: IL FILOSOFO; e alla fine del libretto è stampato: ”in bologna, mdccxliv | A S. Tommaso d’Acquino. Con lic. de’ Sup. (in-12, pp. 24). Dopo l’Intermezzo, cioè a pagina 19, segue una Pastorale, pure in due parti, d’autore sconosciuto, personaggi Idalba ed Elpino (pp. 19-24).

Fu ancora ristampato il Filosofo nel t. IV delle Opere Drammatiche Giocose di Polisseno Fegejo, edite dal Tevernin a Venezia nel 1753, pp. 189-205; e nel t. 35 dell’edizione Zatta, I della classe IV, pp. 251-287, Venezia, 1794. [p. 336 modifica]

Anche questo è un Intermezzo comico di tipo, diremo così, primitivo, a due soli personaggi, uomo e donna, e vi ha luogo il solito travestimento. Lesbina vuol sedurre Anselmo, un filosofo, un misogino; e per meglio riuscire nel suo intento, fingesi prima giovine studente, poi giovine letterata. Anselmo cede, come ben si comprende; ma quando Lesbina, sicura ormai della vittoria, pretende troppo presto dal futuro marito una piena libertà, secondo la nuova moda sociale (“Alle feste ed ai ridotti - Voglio andar quando mi par), il nostro filosofo inorridito si pente della propria debolezza e scappa via, inseguito dalle maledizioni della donna delusa.

Toma a mente l’avventura di Parpagnacco e Pollastrella (1707: vedi p. 54): se non che nell’antico Intermezzo, attribuito a Pietro Pariati (v. Sonneck), la conclusione è inversa: Pollastrella, dopo essersi divertita a innamorare l’astrologo, nemico delle donne, lo scaccia malamente, come farà più tardi del povero Cavaliere di Ripafratta la crudele Mirandolina. - Nulla ha da che fare il Filosofo goldoniano con la Maschera levata al vizio, dramma dell’ab. Silvani, musicato dal Gasparini a Venezia nel 1704 (Wiel, p. 8) e a Bologna nel ’30 dal Buini (Ricci, 434), e in quest’ultima città rappresentato di nuovo con musica del Buini e d’altri, e col titolo di Filosofo ipocrita, nel ’35 (Ricci, 442; e specialmente Toldo, L’oeuvre de Molière, Turin, 1910, p. 276-277). Non occorre ricordare il Filosofo ingannato dalla zingara, Intermezzo d’autore ignoto, cantato più tardi a Bologna, nel 1761 (Ricci, 478) 0 la farsetta del Foppa, Il chiamantesi Filosofo, musicata dal maestro Portogallo e recitata a Venezia nel 1798 (e a Padova nel 1800: v. Brunelli, I Teatri di Padova, Padova, 1921). Ignoro che cosa sia il Filosofo amante', farsa in due atti musicata dal Borghi e rappresentata nel 1776 a Lisbona (v. Sonneck). Che poi il Goldoni avesse letto o no le Démocrite (1700) di Regnard e le Philosophe marié (1727) o les Philosophes amoureux (1729) di Destouches, è questione che non ha qui nessuna importanza.

Questo misero e scialbo Intermezzo, degno compagno dell’Ippocondriaco col quale nacque a un parto, non reca in sè nessun valore letterario, nè brilla per arguzia comica: solo qua e là ci può attirare per qualche spunto settecentesco o per la solita satira del costume. Per quale virtù, della poesia o della musica, fu poi riesumato e ristampato a Milano e a Bologna? Piacque forse la lezione morale? Nulla sappiamo del compositore: fu il Maccari, oppure il famoso Vivaldi, che per la stessa stagione, nello stesso teatro, musicò l’Aristide? Negli interpreti riconosciamo, come per l’Ippocondriaco, l’amico Imer e Lisetta Passalacqua. Ma il Goldoni anche più tardi, nel 1754, farà innamorare un altro di questi cosidetti filosofi nel fortunatissimo dramma giocoso intitolato Il Filosofo di campagna; e nel ’60 ritenterà il connubio di Filosofia e Amore in un nuovo libretto, trasportando la scena nientemeno che in Samo, ai tempi d’Esopo.

G. O.