Il bugiardo/L’autore a chi legge

L’autore a chi legge

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Lettera di dedica Personaggi
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L'AUTORE

A CHI LEGGE.


IL valoroso Pietro Cornelio, colla più bella ingenuità del mondo, ha confessato al Pubblico aver lavorato il suo Bugiardo sul modello di quello che fu attribuito in Ispagna a Lopez1de Vega, quantunque un altro Autore Spagnuolo lo pretendesse per suo.

Io con altrettanta sincerità svelerò a’ miei Leggitori aver il soggetto della presente Commedia tratto in parte da quella del sopraddetto Cornelio. Vanta l’Autor Francese aver condotto l’opera sua con quella varietà nell’intreccio, che più gli parve adattata al gusto della nazione, a cui doveva rappresentarsi. Tanto ho fatto io nel valermi di un tal soggetto: servito appena mi sono dell’argomento; seguito ho in qualche parte l’intreccio; ma chi vorrà riscontrarlo, dopo alcune scene che si somigliano, troverà il mio Bugiardo assai diverso dagli altri due; talmentechè avrei potuto darmi merito dell’invenzione ancora, se sopra un tal punto non foss’io assai scrupoloso, e nemicissimo di qualunque impostura2.

Ho posto al confronto dell’uomo franco un timido, che lo fa risaltare. Ho posto il mentitore in impegni molto ardui e difficili da superare, per maggiormente intralciarlo nelle bugie medesime, le quali sono per natura così feconde, che una ne suol produr più di cento, e l’une han bisogno dell’altre per sostenersi.

Il sonetto è forse la parte più ridicola della Commedia. Le lettere a Pantalone e a Lelio dirette accrescono l’imbarazzo e [p. 304 modifica]la sospensione. Tutte cose da me inventate, le quali potevano darmi sufficiente materia per una Commedia, che si potesse dir tutta mia; ciò non ostante, sapendo io d’aver fatto uso del soggetto dell’Autore Francese, non ho voluto abusarmene, e Dio volesse che così da tutti si praticasse, che non si vedrebbono tante maschere, tanti rappezzamenti, tante manifeste imposture3.

  1. Così scrivevano sempre, invece di Lope, il Goldoni e i suoi contemporanei.
  2. Segue nell’ediz. Paperini, dove quest’avvertenza fu stampata la prima volta (I, 1753): Pur troppo nella Ediz. di Venezia, stampandosi dal Bettinelli le mie Commedie, senza le piccole mie Prefazioni, e non leggendosi questa tale premessa al mio Bugiardo, non mancherà chi dirà il Bugiardo esser io medesimo, arrogandomi l’altrui merito e l’altrui fatica; ed ecco la necessità de’ miei ragionamenti al Lettore, la mancanza de’ quali fa difetto notabilissimo nella prenarrata Edizione. — Io per altro, come diceva, ho dato un giro assai più brillante ad una tale Commedia. Ho posto al confronto ecc.
  3. L’autore sembra alludere all’ab. Chiari e forse ad altri ancora.