Il Tesoretto/IV

IV

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III V

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IV.


Ma poi ch’ella mi vide,
  La sua cera, che ride
In ver di me si volse;
  E poi a se m’accolse
Molto bonariamente;

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  E disse mantenente:
I’ sono la Natura,
  E sono la fattura
Del sovrano Fattore;
  Elli è mio creatore,
Io son da lui creata,
  E fui ’ncominciata:
Ma la sua gran possanza
  Fue sanza comincianza.
El non fina, nè muore;
  Ma tutto mio labore,
Quanto, ch’esso l’allumi,
  Convien, che si consumi.
Ess’è onnipotente,
  Io non posso neente,
Se non quant’ei concede.
  Esso tutto provede,
Et è in ogni fato,
  E sa ciò, ch’è passato,
E ’l futuro, e ’l presente:
  Ma i’ non son saccente,
Se non di quel, ch’ei vuole.
  Mostrami, come suole
Quello, che vuol, ch’i’ faccia,
  E che vuol, ch’i’ disfaccia.
Ond’io son sua Ovrera
  Di ciò, ch’esso m’impera;
Così ’n terra, et in aria:
  Ond’io son sua vicaria.
Esso dispone ’l mondo,
  Et io poscia secondo;
Lo suo ordinamento
  I’ guido a suo talento.