Il Lago Maggiore, Stresa e le Isole Borromee - Vol. 1/Al nobil uomo conte Emilio Borromeo

Al nobil uomo conte Emilio Borromeo

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Prefazione

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AL NOBIL UOMO


CONTE EMILIO BORROMEO






Illustrissimo Sig. Conte.


Il favore ch’ebbe la prima edizione delle Notizie storiche di Stresa e gli eccitamenti, che mi vennero dagli amici nonchè da molti di sua famiglia, affinchè volessi estendere il mio lavoro a tutto il Vergante e al Lago Maggiore, almeno per quella parte che spetta alla riva occidentale del medesimo da Arona sino a Feriolo, mi animarono a riprendere la penna in mano per riveder quel lavoro, correggerlo da parecchi errori, ne’ quali era incorso, e aggiungervi qualche altra cosa, che gli potesse acquistare un interesse maggiore. [p. iv modifica]

Ed ecco che dopo lunghi studii e ricerche esce nuovamente alla luce, ma rifuso in uno più ampio e coll’aggiunta delle Notizie delle Isole Borromee e di quelle più generali del Lago Maggiore dai tempi più remoti sino al momento nel quale e Stresa e le Isole cominciano ad avere un punto storico di partenza.

Le Notizie di Stresa furono da me dedicate al comune amico, l’ab. Giambattista Branzini, insigne benefattore di questa sua patria, e ne ripeterò più innanzi la lettera che allora gl’indirizzava, quale documento anch’essa del mio primo lavoro. Le presenti riordinate in un solo corpo con quelle delle Isole, che a tutto dritto si appellano a Borromee, meritano, [p. v modifica]Illustrissimo Sig. Conte, di essere consacrate al suo nome e per diverse ragioni, non ultima delle quali è l’amore, ch’Ella stesso porta a queste sponde amenissime del Verbano, e in modo particolare a queste Isole, che ne sono il più bello e più prezioso ornamento. E veramente se v’ha titolo alcuno, che molti certo ne ha, che possa a pieno giustificare anche appo altrui la mia scelta, questo io credo sia quello che più valga a ben meritare della pubblica estimazione; conciossiachè non vi possa essere alcuno, che nell’amore, non che suo, di tutta la sua famiglia per queste Isole, non vegga con piacere e insieme con gratitudine mantenuto costantemente, ed anzi ognora più avvantaggiato, il decoro del nostro Lago. [p. vi modifica]

L’accoglienza benevola ch’Ella fece altra volta e in circostanza solenne, alla Dedica della Vita di uno de’ suoi più illustri e Santi antenati, che avrà qui pure suo luogo, mi è arra di quella ch’Ella sarà per fare eziando alla presente, e in questo grato pensiero m’è dolce di potermele professare.


Stresa il 30 Settembre 1874.


Suo umilissimo devotissimo servo
Vincenzo De-Vit